robotica

Robotica

2017
Brendola

Robotica a Brendola è la nuova divisione del Gruppo Salvagnini dedicata allo sviluppo e produzione di presse piegatrici e di applicazioni robotiche ad esse collegate. 

Si tratta di nuovo stabilimento produttivo, a 8 km dai Headquarters del Gruppo, caratterizzato da 4.000 mq di superficie produttiva e 600 mq di uffici.

Il progetto che ha guidato la progettazione della nuova palazzina uffici ha seguito un processo di produzione digitale: i vari componenti, assemblati a secco in cantiere, sono stati disegnati fino alla scala del dettaglio esecutivo e realizzati poi fuori opera da aziende del territorio e dalla stessa Salvagnini, con la precisione assicurata dalle macchine a controllo numerico.

Questo ha permesso, oltre a una qualità di realizzazione del manufatto, un controllo dei costi e una compressione dei tempi di ristrutturazione ed arredamento della nuova palazzina uffici a soli tre mesi (aprile-giugno 2017).

La ristrutturazione della palazzina uffici è stata progettata per valorizzare da un lato le potenzialità visive ed energetiche dell’edificio, dall’altro per massimizzare il benessere dei futuri utenti.

La facciata dell’edificio modula attraverso la sua superficie forata l’ingresso di luce solare negli spazi di lavoro, permettendo inoltre la fruizione del paesaggio esterno e la riconoscibilità a distanza del fabbricato dalla viabilità principale.

La facciata è composta da 64 pannelli 3000×1500 mm in alluminio da 4mm, lavorati in modo automatico e flessibile dalle tecnologie Salvagnini di taglio laser, punzonatura e piegatura. Ogni modulo è differenziato per rispondere in modo specifico alle esigenze solari, di trasparenza visiva in funzione della sua posizione.

 

client

Salvagnini Italia Spa

design team

G. Traverso, P. Vighy
C. Baggio, S. Dal Bianco, V. Pesavento

photo credits

Alessandra Chemollo

Giustino Chemello

corte bertesina lighting

…. our lighting design approach
is based on the awareness
of night skies,
natural environment and
human wellbeing …

corte bertesina lighting

2017
Vicenza

La consapevolezza degli aspetti ambientali ed energetici ha guidato il progetto di Corte Bertesina. Luce, energia, calore, ventilazione, sono elementi “invisibili” ma fondamentali.

L’intera corte è stata ragionata per contenere il fabbisogno energetico e per sfruttare al meglio le risorse locali disponibili: la luce del sole, la geotermia e la combustione della legna del bosco.

Lo studio della luce e del soleggiamento degli edifici sono stai elemento centrale della progettazione per raggiungere obiettivi di risparmio energetico, benessere degli occupanti e controllo dell’inquinamento luminoso.

 

DAYLIGHT FIRST!

La luce naturale ha un doppio ruolo nel progetto di Corte Bertesina: da un lato è fonte primaria di energia con una produzione fotovoltaica di circa 60 KW, dall’altro è la principale fonte di illuminazione degli spazi interni nelle ore diurne, limitando il più possibile l’uso di illuminazione artificiale.

La forma della copertura delle nuove residenze a sud è stata ragionata per massimizzare l’ingresso di luce solare nei mesi invernali e escludere completamente l’irraggiamento diretto nei mesi estivi.

L’ampia disponibilità di luce naturale viene integrata nelle ore serali da un efficiente sistema di illuminazione LED.

 

INTERIOR LIGHTING

I sistemi di illuminazione d’interni sono integrati nelle strutture architettoniche e di arredamento.  La luce è sempre indiretta per evitare fenomeni di abbagliamento e per valorizzare le superfici interne dell’intervento.

Nelle nuove residenze a sud della corte, una serie di proiettori up-light asimmetrici, ancorati alla struttura del ballatoio, illuminano l’intradosso in larice della copertura.

Una successione di barre led, integrate nel lato opposto del ballatoio, valorizzano invece la lunga boiserie a nord con luce radente, bilanciando così nelle ore serali, quasi in un inversione di ruoli, la lunga facciata vetrata esposta alla luce naturale del sud.

Negli spazi interni si è lavorato con temperature di colore comprese tra 2700 e 3.500°K; livelli di illuminamento compresi tra 150-400 lx.

CONFORTABLE SMART LIGHTING

La luce degli spazi esterni è stata invece concepita per interferire il meno possibile con il buio notturno dell’ambiente agricolo. Questo è stato possibile, grazie al contenimento dei livelli di illuminamento, l’uso di temperature di colore appropriate alle superfici architettoniche ed eliminando completamente l’abbagliamento delle sorgenti luminose.

L’ambiente notturno della corte, controllato da un sistema DALI che ne modula la distribuzione luminosa in funzione di usi e disponibilità di luce naturale, è stato definito attraverso le seguenti tecniche di illuminazione:

1 – un sistema di illuminazione sommerso nel grande specchio d’acqua della corte, irradia con luce calda e diffusa la lunga parete in sasso locale e la sua “finestra” aperta sul bosco retrostante

2 – un sistema di luce radente, integrato nelle strutture lignee della barchessa ne valorizza l’intradosso in tavelle di laterizio della copertura, illuminando il piano di calpestio con luce indiretta.

3 – lampade segna-passo incassate a parete accompagnano il visitatore lungo l’asse principale che conduce alla rete di sentieri della campagna

4 – apparecchi “dowlight” illuminano i punti di ingresso ai vari edifici della corte

5,6 – piccole sorgenti incassate sui piani di calpestio permettono l’orientamento notturno e la valorizzazione del verde

7 – un sistema di led a fascio stretto e bassissima potenza illuminano in modo delicato la nuova facciata lignea orientata a Sud

8 – apparecchi lineari a luce radente valorizzano la rampa di accesso e la parete in cemento a nord dell’autorimessa

9 – sistemi di illuminazione attivati a presenza e integrati su colonne di servizio per la ricarica degli automezzi elettrici, illuminano le aree di parcheggio a sud dell’autorimessa

10 – barre LED a luce radente sulla rampa del garage

Tutte le sorgenti LED utilizzate per l’illuminazione della corte hanno temperature di colore comprese tra 2700-3500°K per la valorizzazione sia delle murature in laterizio dell’edificio storico, che delle nuove superfici in pietra e legno del nuovo fabbricato. I livelli di illuminamento sono stati contenuti tra 5-60lx.

 

client

private

design team

G. Traverso, P. Vighy
C. Baggio, S. Dal Bianco, G. M. d’Arco

photo credits

Alessandra Chemollo

corte bertesina

Crediamo nell’impatto positivo
che un progetto può avere
nella rigenerazione
dell’ambiente circostante
sia naturale che urbano,
sociale ed economico.

corte bertesina

2017
Vicenza

Corte Bertesina è un progetto dove si intrecciano valori ambientali, sociali ed agricoli: un bosco di 8 ettari che racchiude al suo interno orti e seminativi, una fattoria sociale, un negozio con laboratorio di trasformazione, una struttura per l’ospitalità agrituristica, un centro visite per attività didattiche, residenze.

Il suo cantiere è stato una virtuosa esperienza condivisa tra committenti, progettisti ed aziende dove l’impiego di processi innovativi nella costruzione e rigenerazione edilizia ha permesso di raggiungere obiettivi di sostenibilità, economia di risorse e risparmio energetico.

Corte Bertesina si trova nella prima periferia di Vicenza a 3km da Piazza dei Signori ed è una tipica corte rurale veneta ottocentesca, collegata ad un fondo rustico di 17 ettari con coltivazioni certificate biologiche di ortaggi, cereali e foraggio, protette all’interno di un’ampia area piantumata nel 2001 con essenze arboree autoctone tipiche della pianura padana: un bosco di querce, carpini, olmi, aceri siepi medie e siepi trifilari, oggi area di rifugio e di nidificazione per la fauna selvatica.

Dal 2010 l’azienda agricola è anche fattoria sociale e offre opportunità di lavoro a ragazzi con sindrome di Down.

Obiettivo del progetto è stato quello di rigenerare e completare il nucleo edilizio esistente per sviluppare nuove relazioni funzionali: attività culturali e didattiche per la valorizzazione del paesaggio boschivo, attività di fattoria sociale tramite il coinvolgimento di giovani Down e la collaborazione con cooperative sociali locali, attività di trasformazione e vendita dei prodotti agricoli, residenze ed attività di ospitalità agrituristica.

Altro obiettivo del progetto è stato inoltre quello di inserirsi nel modo più leggero possibile nel contesto naturale e di assorbire da esso tutte le potenzialità visive, energetiche, e legate al benessere dei futuri utenti.

Il concetto di sostenibilità ha guidato l’intero progetto sul piano sociale, sul piano del benessere dei fruitori, sul piano della scelta dei materiali e delle tecniche costruttive, e sul piano dell’uso e della produzione dell’energia.

Lo spazio della corte storica è completato a sud da un lungo muro lineare in pietra locale, costruito con tecniche tradizionali, “filtro” tra le attività sociali che si svolgono attorno all’aia e quelle private delle nuove residenze.

Anche l’acqua, che dai doccioni della barchessa storica viene convogliata attraverso i canali di pietra a ridosso del muro, è elemento di filtro e separazione.

I nuovi volumi delle residenze si articolano in modo lineare: sono strutture leggere, agganciate al muro in sasso che appoggiano sul grande piano interrato, ragionato per alloggiare tutte le vetture dei residenti.

Il contatto visivo con il paesaggio esterno, l’orientamento solare e il controllo della ventilazione naturale sono gli elementi che determinano la soluzione progettuale.

La forma della copertura è stata definita per il controllo della luce naturale e per le sue potenzialità fotovoltaiche: 60 KW capaci di alimentare le attività agricole della Corte e la climatizzazione a pompa di calore di tutti i suoi edifici collegati ad un anello geotermico.

A sud –est un semplice volume con un rivestimento di tavole di larice irregolari completa la corte: è lo spazio del centro culturale, dedicato alla didattica e alla valorizzazione del paesaggio boschivo circostante.

La sua vetrata, proietta l’attenzione del visitatore verso il paesaggio esterno e verso la rete di passeggiate sviluppate all’interno dell’area boschiva.

All’interno delle barchesse e degli edifici storici si articolano invece gli alloggi dell’agriturismo, gli spazi di aggregazione della fattoria sociale, i laboratori di trasformazione e gli spazi per la vendita al pubblico dei prodotti agricoli.

Dal punto di vista costruttivo l’intervento è stato affrontato in modo innovativo con lo sviluppo di sistemi costruttivi leggeri e prefabbricati consentendo tempi di realizzazione limitati.

Il processo progettuale segue quello di un prodotto industriale e definisce diversi componenti costruttivi in legno, acciaio e pietra che vengono realizzati fuori opera da un sistema di aziende industriali ed artigianali presenti nel territorio, per poi essere assemblati a secco.

I materiali, lavorati con tecnologie a controllo numerico, sono tradizionali, scelti per poter essere facilmente assimilati alla natura circostante.

Il legno di larice, tradizionalmente usato per le sue caratteristiche di durabilità, è stato scelto come materiale principale per strutture (lamellare), per tamponamenti interni ed esterni, per serramenti e sistemi di controllo solare, per pavimentazioni e arredi interni.

Le tecniche di prefabbricazione leggera sono state estese anche alla ristrutturazione degli edifici storici legando così l’intervento ad un concetto di reversibilità e di rispetto del costruito esistente: nella grande barchessa ottocentesca sono state inserite delle cellule in Xlam completamente prefabbricate, unità abitative dell’attività agrituristica; le nuove cellule, appoggiate sui rinforzi metallici del piano terra, costituiscono la nuova ossatura portante e antisismica dell’edificio storico in laterizio.

Nell’edificio residenziale ad ovest (Casa Carli) è stata invece sperimentata una nuova tecnica strutturale: le vecchie facciate in laterizio sono state ancorate ogni 50 cm ad una superficie omogenea di pannelli in Xlam, a loro volta portati da portali in legno lamellare.

 

client

private

design team

G. Traverso, P. Vighy
L. Angelini, C. Baggio, C. Cavalieri, S. Dal Bianco, G. Dalla Gassa, G. M. d’Arco, A. Marzano

photo credits

Alessandra Chemollo

awards

Barbara Capocchin 8° International Biennial Architecture – Regional Price 2017_Honourable mention

Big Architecture Awards 2018 – Zavod big_Winner

Iconic Awards 2018: Innovative Architecture_Selection

Premio Smart Building 2018 _Winner

 
links

www.casabellaweb.eu

Venezia 20 sqm

Venezia 20 sqm

2014

Venezia

Un piccolo ritiro nella città di Venezia riadattato grazie ad una ristrutturazione studiata nel dettaglio che sfrutta pannelli in legno osb per costituire pareti attrezzate,  pavimenti e l’arredo disegnato su misura per ottimizzare lo spazio al meglio.

La flessibilità dello spazio, componente necessaria in 20 mq, è stata integrata nel design degli arredi: un tavolo pieghevole e ribaltabile a parete, un sistema di divani e pouf in tessuto ad incastro che sparisce in una nicchia, una cucina in acciaio inox con frigorifero integrato, un angolo letto rialzato con cassettoni a pozzo e una finestra terrazzata da cui ammirare seduti il panorama della città sull’acqua. 

 

client

private

design team

G. Traverso, P. Vighy
L. Angelini, G. Dalla Gassa

photo credits

Alessandra Chemollo

art&caffeine

art&caffeine

2017
Milano

 

client

Faema Gruppo Cimbali

design team

G. Traverso, P. Vighy
C. Baggio, S. Dal Bianco

photo credits

traverso-vighy

Modelling daylight

Poniamo molta attenzione
al benessere delle persone,
cercando di dare risalto
alla continuità visiva
con gli spazi esterni
e al ritmo circadiano
della luce naturale.

Modelling Daylight

2015
Vicenza

Modelling Daylight (a cura di Giovanni Traverso)

2015

 

La storia dell’illuminazione elettrica ha poco più di un secolo: negli ultimi decenni il continuo miglioramento dell’efficienza energetica delle sorgenti ha reso sempre più accessibile la sostituzione e l’integrazione della luce naturale con quella artificiale. Conseguenza diretta è stata una perdita di consapevolezza di tutte quelle nozioni elementari relative alla luce naturale.

Le principali questioni contemporanee, l’urgenza di un maggior rispetto dell’ambiente, la necessità di risparmio energetico e una maggior attenzione per il benessere psico-fisico dell’uomo ci stanno sicuramente guidando verso un nuovo modo di progettare l’architettura, riportando l’attenzione al contesto, allo spirito culturale del luogo, e affinando la sensibilità verso le qualità della luce naturale.

Modelling Daylight è un piccolo manuale, che attraverso le sperimentazioni svolte all’interno del corso di Lighting Design presso SoA, University of Florida (2011- 2015), ha l’intento di trasmettere la consapevolezza che la luce può essere un elemento fondante della progettazione architettonica, in grado di modificare positivamente l’esperienza di chi fruisce lo spazio.

a cura di

Giovanni Traverso

testi

G. Traverso, P. Vighy

disegni finali

A. Friel, B. Modolo

photo credits

Alessandra Chemollo
Stefan Buzas
Liane Rulian
traverso-vighy

 

progetti
Cover-Dome of shadows

Victoria Janok
Davie Mojica

1-Light wings

Prandej Boondej
Chee Kean Lim
Martino Messi

2-Sunlight umbrellas

Liane Rulian Ee
Elena Panza
Lin Zhang

3-Time collectors

Amanda Byars
Daniel Mikolaschek
Robert Riggio

TVZEB

articolo della rivista di architettura arketipo dello studio traverso vighy architetti di vicenza su tvzeb studio atelier di architettura in legno prefabbricato con particolare attenzione alla luce naturale e alla natura

a cura di Laura Pedrotti
Marzo 2014

vicenza light fest

vicenza light fest

2014
Vicenza

Vicenza Light Fest è un progetto sperimentale di illuminazione urbana, curato dallo studio traverso-vighy che ha coinvolto il centro storico della città palladiana tra il 6 dicembre 2013 e il 7 gennaio 2014.

Il progetto, nato dalla volontà dell’amministrazione comunale, è stato mirato alla valorizzare del patrimonio monumentale della città, delle sue vie d’acqua e dei suoi spazi urbani con finalità culturali e di richiamo turistico.

Il Concept progettuale è stato declinato su tre diversi livelli: infrastruttura, assi visivi e installazioni.

infrastruttura
Un’ alterazione del sistema di illuminazione pubblica ha caratterizzato i principali assi urbani e di collegamento; i lampioni storici con sorgenti al sodio sono stati filtrati da speciali pellicole che hanno permesso il controllo dell’abbagliamento e un sensibile abbassamento dei livelli di illuminazione, per far emergere gli interventi di lighting design programmati e le vetrine degli spazi commerciali, illuminate per le festività natalizie.

assi visivi
E’ stato dato particolare risalto alle torri, ai palazzi e alle porte di accesso alla città, elementi posti nei principali fuochi prospettici, superfici luminose verticali riconoscibili a distanza ed elementi guida del sistema di installazioni urbane.

installazioni
Il progetto è stato mirato alla riscoperta dei luoghi “invisibili”, spazi urbani di valore dimenticati e lontani dai normali flussi commerciali all’interno del centro storico.

La basilica palladiana, elemento centrale del sistema di assi visivi della città, è stata animata da un’installazione dinamica di luci e suoni (sviluppati da Andrea Cera di IRCAM), dove gli intradossi delle serliane e i gocciolatoi delle grandi cornici in pietra bianca, solitamente messi in ombra dalla luce naturale e dall’impianto di illuminazione artificiale del monumento, vengono riportati all’attenzione del visitatore.

La Basilica diviene elemento cardine degli assi che convergono al sistema di piazze perimetrali. A tal proposito anche il sottoportico centrale della basilica attraversato dal decumano è stato oggetto di un installazione luminosa sviluppata dal corso di lighting design di VIA, University of Florida e prodotta da Luce & light.

Altro obiettivo del progetto è stata la valorizzazione delle vie fluviali nei suoi punti di contatto con il centro storico. A tal proposito speciali installazioni luminose hanno dato risalto alla presenza dei Fiumi Bacchiglione e Retrone a Ponte San Paolo, Ponte San Michele e Ponte Pusterla, dove la presenza dell’acqua è stata segnalata attraverso i suoi riflessi sulle facciate dei palazzi del water front e attraverso la valorizzazione degli spazi verdi lungo fiume.

Le principali piazze di ingresso alla città murata sono state oggetto di particolari installazioni luminose, come l’illuminazione di Piazza e Porta Castello e l’illuminazione dei giardini di Piazza Matteotti e di Palazzo Chiericati. I sottoportici del palazzo sono stati valorizzati da un’illuminazione indiretta a luce bianca, mentre l’antistante giardino è illuminato da una sequenza di scheletriche colonne luminose, che si confrontano per proporzioni con quelle doriche del palazzo palladiano.

Il progetto riguarda infine Viale Milano, asse viario di collegamento alla stazione ferroviaria, una sequenza di sfere pressostatiche illuminano la verticalità dei palazzi degli anni ’60, luogo oggi di confronto multietnico e multiculturale.

 

client

Comune di Vicenza

design team

G. Traverso, P. Vighy
L. Angelini, G. Dalla Gassa, E. Panza

photo credits

Alessandra Chemollo  1-2-5-7-8-10-13
Dario Rigoni  9-11
Alberto Sinigaglia  3-4-6-12-14-15

vicenza light fest

picm verona

picm verona

2013

La proposta per il Piano dell’Illuminazione della Cinta Magistrale si basa su un processo di lettura e analisi dei diversi aspetti e delle potenzialità che caratterizzano l’ambito di progetto: al primario valore storico monumentale si aggiungono valenze territo­riali, urbanistiche, sociali, ambientali, naturalistiche e potenziali sviluppi di tipo turistico e didattico.

È importante sottolineare che un obiettivo strategico del piano è quello di pianificare interventi che restituiscano, per fasi, una visione unitaria del paesaggio notturno. Privilegiare quindi scenari notturni progressivi, costituiti da interventi anche puntuali, dedicati alla valorizzazione di tematiche diverse e complementari.

Il Piano proposto si basa sulla salvaguardia del buio come possibile metodo di controllo delle criticità esistenti (parcheggi, zone sportive, via­bilità perimetrali interno ed esterno mura), che potrebbero risultare di basso impatto visivo adottando sistemi di illuminazione rispettosi della fascia esterno mura a bassissima luminosità (dark-belt) come base di risalto dei futuri interventi di illuminazione.

Tali interventi sono stati organizzati in cinque “mosse” complemen­tari alla definizione del paesaggio notturno:

MOSSA1_ASSI VISIVI NELLA PERCEZIONE NOTTURNA

La cinta muraria diviene perimetro storico e riconoscibile a distanza ed elemento permeabile connesso visivamente, al centro storico di Verona.

_Porte come punti cardine degli assi prospettici in ingresso ed uscita dalla Città

_Continuità visiva delle porte rispetto alle mura del sistema fortifi­cato

_Valorizzazione del monumento e dei suoi interni

_Porte come punti di collegamento dell’anello di parchi urbani

MOSSA2_AGGANCI DELLA CINTA MAGISTRALE ALL’ACQUA

Nell’idea di percepire la Cinta Magistrale come un unico anello percor­ribile gli agganci al fiume Adige diventano elementi chiave per la lettura notturna dei capisaldi del sistema e saranno valorizzate con interventi d’illuminazione proiettata (flood-lighting).

 

MOSSA3_TAPPE DI UN ITINERARIO STORICO

Nel paesaggio notturno il PICM evidenzierà alcuni siti, scelti per la loro rilevanza e complessità nella stratificazione storica del sistema difen­sivo che verranno evidenziati con sistemi di illuminazione dedicati a farne emergere le specificità:

_le mura scaligere saranno illuminate con luce calda radente per farne emergere la texture dei corsi alterni di ciottolami di fiume e mattoni

_le mura veneziane in laterizio valorizzate con luce frontale am­brata

_le mura austriache in conci di tufo/pietra illuminate con luce bi­anca da loro interno per farne leggere in controluce il sistema di feritoie

MOSSA4_PERCEZIONE A DISTANZA DELLA CINTA MAGISTRALE

I principali elementi guida della percezione unitaria della Cinta Ma­gistrale sono:

_la sommità interna delle torri scaligere, nel tratto collinare della Cinta Magistrale, identificabili dal centro storico.

_la sequenza di emergenze architettoniche puntuali che danno la lettura del sistema fortificato dalle strade circolatorie nelle aree pianeggianti. Verrà dato rilievo anche alla continuità dei terrapieni/mura, dove visibili dal sistema infrastrutturale, mediante sistemi di illuminazione a bassa luminanza che possano emergere dalla cintura di buio perimetrale.

L’itinerario esterno mura, che sale verso la collina, rimarrà volutamente percepito come una pausa urbana notturna in cui la sensazione del buio può riportare al cittadino la memoria della storia.

 

MOSSA5_PERMEABILITA’ DELLE MURA: LA RIAPPROPRIAZIONE DEI PARCHI URBANI

Il parco del lungo-mura sarà illuminato con punti luce a valorizzazione dell’ambiente alberato e dei principali percorsi pedonali, con particolare attenzione alle situazioni di pregio e agli esemplari arborei monumentali esistenti. Tutta l’illuminazione del verde sarà contenuta sotto la linea massima del terrapieno per non interferire con la lettura esterna delle mura e valoriz­zando così gli spazi, che grazie al parapetto in terra della struttura difen­siva, rimangono protetti dal rumore e dalle viste (non sempre coerenti) esterno mura.

Tutte le sorgenti utilizzate sono di tipo LED, tecnologia che garantisce elevati indici di efficienza luminosa, bassa manutenzione, facilità di controllo, assieme ad elevati indici di resa cromatica.

I led vengono prodotti con diverse temperature di colore utili alle strategie di progetto. Hanno spettri a luce bianco calda (3000°K), bianco dorata (2800°K) e ambrata (2500°K) che si confrontano in modo omo­geneo con l’illuminazione esistente della città.

 

competition

2° classified

client

Comune di Verona

design team

R. Narboni, G. Traverso, P. Vighy
L.V. Bozzetto, F. Benati,
L. Angelini, E. Panza

 

nuova porta milano

nuova porta milano

2009
Vicenza

 

competition

 

client

traverso-vighy

design team

G. Traverso, P. Vighy
G. Dalla Gassa, V. Rossetto

photo credits

traverso-vighy

padiglione italiano shanghai

padiglione italiano shanghai

2008
shanghai

 

competition

 

client

traverso-vighy

design team

G. Traverso, P. Vighy
M. Vio, C. Cavalieri,
G. Dalla Gassa, V. Rossetto,
V. Perozzo, A. Gobbetti
F. Contin (video)
C. Zanarotti, P. Nichele (landscape)
G. Piccioli (structure)

photo credits

traverso-vighy

caselli autovie venete

caselli autovie venete

2007
veneto

Il progetto si pone in modo rispettoso e integrato rispetto al territorio nel quale viene inserito.

Si è posta particolare attenzione sia agli aspetti paesaggistici che al controllo degli elementi inquinanti quali particolato  e rumore.

Le nuove stazioni di esazione si inseriscono nel territorio in modo discreto e continuo, utilizzando gli stessi elementi di paesaggio.

Le dune di terra e i filari di pioppi cipressini richiamano alla mente gli argini dei fiumi, le dune costiere e i filari alberati, elementi caratteristici del paesaggio lungo il percorso da Venezia a Trieste.

Le dune di terra caratterizzanti il progetto mitigano inoltre i rumori, proteggendo l’integrità del territorio circostante e permettono la raccolta, in un unico bacino, delle acque che poi potranno essere depurate dal particolato e utilizzate per l’irrigazione del verde.

Le dune sono rivestite con Vetiver  e Cortaderia Richardii , piante scelte per la  caratteristica di essere a manutenzione bassissima e quindi di presentare un notevole risparmio economico  e di risorse (ad esempio l’acqua) nel tempo.

All’interno delle dune sono stati  integrati il fabbricato impianti e  il fabbricato di stazione sia per la loro integrazione paesaggistica, sia per il contenimento delle dispersioni termiche.

 

competition

3° classified

client

traverso-vighy

design team

G. Traverso, P. Vighy
M. Vio, A. Rizzotto, E. Stella

photo credits

traverso-vighy

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