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2013
picm verona
contest
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PIANO DI ILLUMINAZIONE PER LA CINTA MAGISTRALE DI VERONA

client: contest

design team:
R. Narboni, G. Traverso, P. Vighy, L.V. Bozzetto, F. Benati, E. Panza, L. Angelini

PIANO DI ILLUMINAZIONE DELLA CINTA MAGISTRALE DI VERONA

 

La proposta per il Piano dell’Illuminazione della Cinta Magistrale si basa su un processo di lettura e analisi dei diversi aspetti e delle potenzialità che caratterizzano l’ambito di progetto: al primario valore storico monumentale si aggiungono valenze territo­riali, urbanistiche, sociali, ambientali, naturalistiche e potenziali sviluppi di tipo turistico e didattico.

 

È importante sottolineare che un obiettivo strategico del piano è quello di pianificare interventi che restituiscano, per fasi, una visione unitaria del paesaggio notturno. Privilegiare quindi scenari notturni progressivi, costituiti da interventi anche puntuali, dedicati alla valorizzazione di tematiche diverse e complementari.

 

Il Piano proposto si basa sulla salvaguardia del buio come possibile metodo di controllo delle criticità esistenti (parcheggi, zone sportive, via­bilità perimetrali interno ed esterno mura), che potrebbero risultare di basso impatto visivo adottando sistemi di illuminazione rispettosi della fascia esterno mura a bassissima luminosità (dark-belt) come base di risalto dei futuri interventi di illuminazione.

 

Tali interventi sono stati organizzati in cinque “mosse” complemen­tari alla definizione del paesaggio notturno:

 

MOSSA1_ASSI VISIVI NELLA PERCEZIONE NOTTURNA

La cinta muraria diviene perimetro storico e riconoscibile a distanza ed elemento permeabile connesso visivamente, al centro storico di Verona.

_Porte come punti cardine degli assi prospettici in ingresso ed uscita dalla Città

_Continuità visiva delle porte rispetto alle mura del sistema fortifi­cato

_Valorizzazione del monumento e dei suoi interni

_Porte come punti di collegamento dell’anello di parchi urbani

 

MOSSA2_AGGANCI DELLA CINTA MAGISTRALE ALL’ACQUA

Nell’idea di percepire la Cinta Magistrale come un unico anello percor­ribile gli agganci al fiume Adige diventano elementi chiave per la lettura notturna dei capisaldi del sistema e saranno valorizzate con interventi d’illuminazione proiettata (flood-lighting).

 

MOSSA3_TAPPE DI UN ITINERARIO STORICO

Nel paesaggio notturno il PICM evidenzierà alcuni siti, scelti per la loro rilevanza e complessità nella stratificazione storica del sistema difen­sivo che verranno evidenziati con sistemi di illuminazione dedicati a farne emergere le specificità:

_le mura scaligere saranno illuminate con luce calda radente per farne emergere la texture dei corsi alterni di ciottolami di fiume e mattoni

_le mura veneziane in laterizio valorizzate con luce frontale am­brata

_le mura austriache in conci di tufo/pietra illuminate con luce bi­anca da loro interno per farne leggere in controluce il sistema di feritoie

 

MOSSA4_PERCEZIONE A DISTANZA DELLA CINTA MAGISTRALE

I principali elementi guida della percezione unitaria della Cinta Ma­gistrale sono:

_la sommità interna delle torri scaligere, nel tratto collinare della Cinta Magistrale, identificabili dal centro storico.

_la sequenza di emergenze architettoniche puntuali che danno la lettura del sistema fortificato dalle strade circolatorie nelle aree pianeggianti. Verrà dato rilievo anche alla continuità dei terrapieni/mura, dove visibili dal sistema infrastrutturale, mediante sistemi di illuminazione a bassa luminanza che possano emergere dalla cintura di buio perimetrale.

L’itinerario esterno mura, che sale verso la collina, rimarrà volutamente percepito come una pausa urbana notturna in cui la sensazione del buio può riportare al cittadino la memoria della storia.

 

MOSSA5_PERMEABILITA’ DELLE MURA: LA RIAPPROPRIAZIONE DEI PARCHI URBANI

Il parco del lungo-mura sarà illuminato con punti luce a valorizzazione dell’ambiente alberato e dei principali percorsi pedonali, con particolare attenzione alle situazioni di pregio e agli esemplari arborei monumentali esistenti. Tutta l’illuminazione del verde sarà contenuta sotto la linea massima del terrapieno per non interferire con la lettura esterna delle mura e valoriz­zando così gli spazi, che grazie al parapetto in terra della struttura difen­siva, rimangono protetti dal rumore e dalle viste (non sempre coerenti) esterno mura.

 

Tutte le sorgenti utilizzate sono di tipo LED, tecnologia che garantisce elevati indici di efficienza luminosa, bassa manutenzione, facilità di controllo, assieme ad elevati indici di resa cromatica.

I led vengono prodotti con diverse temperature di colore utili alle strategie di progetto. Hanno spettri a luce bianco calda (3000°K), bianco dorata (2800°K) e ambrata (2500°K) che si confrontano in modo omo­geneo con l’illuminazione esistente della città.