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design

1999
necropoli vaticana
roma
CREDITS
TEXT

NECROPOLI VATICANA LIGHTING

contest

design team:
L. Fellin, G. Traverso, P.Vighy, M. Vio, M. Bizzarro, G. Munos, M. Lovato

NECROPOLI VATICANA LIGHTING

 

Il criterio culturale che ha guidato il progetto è stato quello di far percorrere al visitatore una sorta di viaggio iniziatico che dall’ambiente urbano esterno lo conduca, attraverso gli spazi della Necropoli, sottolineati da percezioni luminose diverse, alla tomba di San Pietro, che simbolicamente costituisce il fulcro della omonima Basilica e della Cristianità.

 

Al termine di questo viaggio, che si snoda prevalentemente lungo quello che originariamente era un percorso a cielo aperto sottolineato dal progetto con luce radente e lunare, la tomba viene fatta presentire da una mutazione del colore e della direzione della luce e appare infine illuminata con un’illuminazione d’accento.

 

La delicatezza del tema da trattare investe il progetto illuminotecnico di forti valenze emozionali che, per l rigore del luogo, possono essere ottenute solo attraverso interventi misurati che utilizzino soprattutto le caratteristiche spettrali e le intensità delle sorgenti.

 

Le scelte fondamentali sono:

1. l’uso delle fibre ottiche per disaccoppiare gli elementi di produzione da quelli di proiezione della luce, in modo da semplificare le operazioni di manutenzione e risolvere i problemi di emissione termica nell’ambiente della Necropoli

2. l’uso di due tipologie di sorgenti degli illuminatori per le fibre ottiche: lampade a incandescenza e lampade a ioduri metallici, le prime utilizzate per illuminare con luce calda i Mausolei e gli spazi della tomba di San Pietro, le seconde per realizzare la luce più fredda di quelli che erano i percorsi a cielo aperto.

1999
necropoli vaticana
roma
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NECROPOLI VATICANA LIGHTING

contest

design team:
L. Fellin, G. Traverso, P.Vighy, M. Vio, M. Bizzarro, G. Munos, M. Lovato

NECROPOLI VATICANA LIGHTING

 

Il criterio culturale che ha guidato il progetto è stato quello di far percorrere al visitatore una sorta di viaggio iniziatico che dall’ambiente urbano esterno lo conduca, attraverso gli spazi della Necropoli, sottolineati da percezioni luminose diverse, alla tomba di San Pietro, che simbolicamente costituisce il fulcro della omonima Basilica e della Cristianità.

 

Al termine di questo viaggio, che si snoda prevalentemente lungo quello che originariamente era un percorso a cielo aperto sottolineato dal progetto con luce radente e lunare, la tomba viene fatta presentire da una mutazione del colore e della direzione della luce e appare infine illuminata con un’illuminazione d’accento.

 

La delicatezza del tema da trattare investe il progetto illuminotecnico di forti valenze emozionali che, per l rigore del luogo, possono essere ottenute solo attraverso interventi misurati che utilizzino soprattutto le caratteristiche spettrali e le intensità delle sorgenti.

 

Le scelte fondamentali sono:

1. l’uso delle fibre ottiche per disaccoppiare gli elementi di produzione da quelli di proiezione della luce, in modo da semplificare le operazioni di manutenzione e risolvere i problemi di emissione termica nell’ambiente della Necropoli

2. l’uso di due tipologie di sorgenti degli illuminatori per le fibre ottiche: lampade a incandescenza e lampade a ioduri metallici, le prime utilizzate per illuminare con luce calda i Mausolei e gli spazi della tomba di San Pietro, le seconde per realizzare la luce più fredda di quelli che erano i percorsi a cielo aperto.