corte bertesina lighting

…. our lighting design approach
is based on the awareness
of night skies,
natural environment and
human wellbeing …

corte bertesina lighting

2017
Vicenza

La consapevolezza degli aspetti ambientali ed energetici ha guidato il progetto di Corte Bertesina. Luce, energia, calore, ventilazione, sono elementi “invisibili” ma fondamentali.

L’intera corte è stata ragionata per contenere il fabbisogno energetico e per sfruttare al meglio le risorse locali disponibili: la luce del sole, la geotermia e la combustione della legna del bosco.

Lo studio della luce e del soleggiamento degli edifici sono stai elemento centrale della progettazione per raggiungere obiettivi di risparmio energetico, benessere degli occupanti e controllo dell’inquinamento luminoso.

 

DAYLIGHT FIRST!

La luce naturale ha un doppio ruolo nel progetto di Corte Bertesina: da un lato è fonte primaria di energia con una produzione fotovoltaica di circa 60 KW, dall’altro è la principale fonte di illuminazione degli spazi interni nelle ore diurne, limitando il più possibile l’uso di illuminazione artificiale.

La forma della copertura delle nuove residenze a sud è stata ragionata per massimizzare l’ingresso di luce solare nei mesi invernali e escludere completamente l’irraggiamento diretto nei mesi estivi.

L’ampia disponibilità di luce naturale viene integrata nelle ore serali da un efficiente sistema di illuminazione LED.

 

INTERIOR LIGHTING

I sistemi di illuminazione d’interni sono integrati nelle strutture architettoniche e di arredamento.  La luce è sempre indiretta per evitare fenomeni di abbagliamento e per valorizzare le superfici interne dell’intervento.

Nelle nuove residenze a sud della corte, una serie di proiettori up-light asimmetrici, ancorati alla struttura del ballatoio, illuminano l’intradosso in larice della copertura.

Una successione di barre led, integrate nel lato opposto del ballatoio, valorizzano invece la lunga boiserie a nord con luce radente, bilanciando così nelle ore serali, quasi in un inversione di ruoli, la lunga facciata vetrata esposta alla luce naturale del sud.

Negli spazi interni si è lavorato con temperature di colore comprese tra 2700 e 3.500°K; livelli di illuminamento compresi tra 150-400 lx.

CONFORTABLE SMART LIGHTING

La luce degli spazi esterni è stata invece concepita per interferire il meno possibile con il buio notturno dell’ambiente agricolo. Questo è stato possibile, grazie al contenimento dei livelli di illuminamento, l’uso di temperature di colore appropriate alle superfici architettoniche ed eliminando completamente l’abbagliamento delle sorgenti luminose.

L’ambiente notturno della corte, controllato da un sistema DALI che ne modula la distribuzione luminosa in funzione di usi e disponibilità di luce naturale, è stato definito attraverso le seguenti tecniche di illuminazione:

1 – un sistema di illuminazione sommerso nel grande specchio d’acqua della corte, irradia con luce calda e diffusa la lunga parete in sasso locale e la sua “finestra” aperta sul bosco retrostante

2 – un sistema di luce radente, integrato nelle strutture lignee della barchessa ne valorizza l’intradosso in tavelle di laterizio della copertura, illuminando il piano di calpestio con luce indiretta.

3 – lampade segna-passo incassate a parete accompagnano il visitatore lungo l’asse principale che conduce alla rete di sentieri della campagna

4 – apparecchi “dowlight” illuminano i punti di ingresso ai vari edifici della corte

5,6 – piccole sorgenti incassate sui piani di calpestio permettono l’orientamento notturno e la valorizzazione del verde

7 – un sistema di led a fascio stretto e bassissima potenza illuminano in modo delicato la nuova facciata lignea orientata a Sud

8 – apparecchi lineari a luce radente valorizzano la rampa di accesso e la parete in cemento a nord dell’autorimessa

9 – sistemi di illuminazione attivati a presenza e integrati su colonne di servizio per la ricarica degli automezzi elettrici, illuminano le aree di parcheggio a sud dell’autorimessa

10 – barre LED a luce radente sulla rampa del garage

Tutte le sorgenti LED utilizzate per l’illuminazione della corte hanno temperature di colore comprese tra 2700-3500°K per la valorizzazione sia delle murature in laterizio dell’edificio storico, che delle nuove superfici in pietra e legno del nuovo fabbricato. I livelli di illuminamento sono stati contenuti tra 5-60lx.

 

client

private

design team

G. Traverso, P. Vighy
C. Baggio, S. Dal Bianco, G. M. d’Arco

photo credits

Alessandra Chemollo

Modelling daylight

Poniamo molta attenzione
al benessere delle persone,
cercando di dare risalto
alla continuità visiva
con gli spazi esterni
e al ritmo circadiano
della luce naturale.

Modelling Daylight

2015
Vicenza

Modelling Daylight (a cura di Giovanni Traverso)

2015

 

La storia dell’illuminazione elettrica ha poco più di un secolo: negli ultimi decenni il continuo miglioramento dell’efficienza energetica delle sorgenti ha reso sempre più accessibile la sostituzione e l’integrazione della luce naturale con quella artificiale. Conseguenza diretta è stata una perdita di consapevolezza di tutte quelle nozioni elementari relative alla luce naturale.

Le principali questioni contemporanee, l’urgenza di un maggior rispetto dell’ambiente, la necessità di risparmio energetico e una maggior attenzione per il benessere psico-fisico dell’uomo ci stanno sicuramente guidando verso un nuovo modo di progettare l’architettura, riportando l’attenzione al contesto, allo spirito culturale del luogo, e affinando la sensibilità verso le qualità della luce naturale.

Modelling Daylight è un piccolo manuale, che attraverso le sperimentazioni svolte all’interno del corso di Lighting Design presso SoA, University of Florida (2011- 2015), ha l’intento di trasmettere la consapevolezza che la luce può essere un elemento fondante della progettazione architettonica, in grado di modificare positivamente l’esperienza di chi fruisce lo spazio.

a cura di

Giovanni Traverso

testi

G. Traverso, P. Vighy

disegni finali

A. Friel, B. Modolo

photo credits

Alessandra Chemollo
Stefan Buzas
Liane Rulian
traverso-vighy

 

progetti
Cover-Dome of shadows

Victoria Janok
Davie Mojica

1-Light wings

Prandej Boondej
Chee Kean Lim
Martino Messi

2-Sunlight umbrellas

Liane Rulian Ee
Elena Panza
Lin Zhang

3-Time collectors

Amanda Byars
Daniel Mikolaschek
Robert Riggio

vicenza light fest

vicenza light fest

2014
Vicenza

Vicenza Light Fest è un progetto sperimentale di illuminazione urbana, curato dallo studio traverso-vighy che ha coinvolto il centro storico della città palladiana tra il 6 dicembre 2013 e il 7 gennaio 2014.

Il progetto, nato dalla volontà dell’amministrazione comunale, è stato mirato alla valorizzare del patrimonio monumentale della città, delle sue vie d’acqua e dei suoi spazi urbani con finalità culturali e di richiamo turistico.

Il Concept progettuale è stato declinato su tre diversi livelli: infrastruttura, assi visivi e installazioni.

infrastruttura
Un’ alterazione del sistema di illuminazione pubblica ha caratterizzato i principali assi urbani e di collegamento; i lampioni storici con sorgenti al sodio sono stati filtrati da speciali pellicole che hanno permesso il controllo dell’abbagliamento e un sensibile abbassamento dei livelli di illuminazione, per far emergere gli interventi di lighting design programmati e le vetrine degli spazi commerciali, illuminate per le festività natalizie.

assi visivi
E’ stato dato particolare risalto alle torri, ai palazzi e alle porte di accesso alla città, elementi posti nei principali fuochi prospettici, superfici luminose verticali riconoscibili a distanza ed elementi guida del sistema di installazioni urbane.

installazioni
Il progetto è stato mirato alla riscoperta dei luoghi “invisibili”, spazi urbani di valore dimenticati e lontani dai normali flussi commerciali all’interno del centro storico.

La basilica palladiana, elemento centrale del sistema di assi visivi della città, è stata animata da un’installazione dinamica di luci e suoni (sviluppati da Andrea Cera di IRCAM), dove gli intradossi delle serliane e i gocciolatoi delle grandi cornici in pietra bianca, solitamente messi in ombra dalla luce naturale e dall’impianto di illuminazione artificiale del monumento, vengono riportati all’attenzione del visitatore.

La Basilica diviene elemento cardine degli assi che convergono al sistema di piazze perimetrali. A tal proposito anche il sottoportico centrale della basilica attraversato dal decumano è stato oggetto di un installazione luminosa sviluppata dal corso di lighting design di VIA, University of Florida e prodotta da Luce & light.

Altro obiettivo del progetto è stata la valorizzazione delle vie fluviali nei suoi punti di contatto con il centro storico. A tal proposito speciali installazioni luminose hanno dato risalto alla presenza dei Fiumi Bacchiglione e Retrone a Ponte San Paolo, Ponte San Michele e Ponte Pusterla, dove la presenza dell’acqua è stata segnalata attraverso i suoi riflessi sulle facciate dei palazzi del water front e attraverso la valorizzazione degli spazi verdi lungo fiume.

Le principali piazze di ingresso alla città murata sono state oggetto di particolari installazioni luminose, come l’illuminazione di Piazza e Porta Castello e l’illuminazione dei giardini di Piazza Matteotti e di Palazzo Chiericati. I sottoportici del palazzo sono stati valorizzati da un’illuminazione indiretta a luce bianca, mentre l’antistante giardino è illuminato da una sequenza di scheletriche colonne luminose, che si confrontano per proporzioni con quelle doriche del palazzo palladiano.

Il progetto riguarda infine Viale Milano, asse viario di collegamento alla stazione ferroviaria, una sequenza di sfere pressostatiche illuminano la verticalità dei palazzi degli anni ’60, luogo oggi di confronto multietnico e multiculturale.

 

client

Comune di Vicenza

design team

G. Traverso, P. Vighy
L. Angelini, G. Dalla Gassa, E. Panza

photo credits

Alessandra Chemollo  1-2-5-7-8-10-13
Dario Rigoni  9-11
Alberto Sinigaglia  3-4-6-12-14-15

vicenza light fest

picm verona

picm verona

2013

La proposta per il Piano dell’Illuminazione della Cinta Magistrale si basa su un processo di lettura e analisi dei diversi aspetti e delle potenzialità che caratterizzano l’ambito di progetto: al primario valore storico monumentale si aggiungono valenze territo­riali, urbanistiche, sociali, ambientali, naturalistiche e potenziali sviluppi di tipo turistico e didattico.

È importante sottolineare che un obiettivo strategico del piano è quello di pianificare interventi che restituiscano, per fasi, una visione unitaria del paesaggio notturno. Privilegiare quindi scenari notturni progressivi, costituiti da interventi anche puntuali, dedicati alla valorizzazione di tematiche diverse e complementari.

Il Piano proposto si basa sulla salvaguardia del buio come possibile metodo di controllo delle criticità esistenti (parcheggi, zone sportive, via­bilità perimetrali interno ed esterno mura), che potrebbero risultare di basso impatto visivo adottando sistemi di illuminazione rispettosi della fascia esterno mura a bassissima luminosità (dark-belt) come base di risalto dei futuri interventi di illuminazione.

Tali interventi sono stati organizzati in cinque “mosse” complemen­tari alla definizione del paesaggio notturno:

MOSSA1_ASSI VISIVI NELLA PERCEZIONE NOTTURNA

La cinta muraria diviene perimetro storico e riconoscibile a distanza ed elemento permeabile connesso visivamente, al centro storico di Verona.

_Porte come punti cardine degli assi prospettici in ingresso ed uscita dalla Città

_Continuità visiva delle porte rispetto alle mura del sistema fortifi­cato

_Valorizzazione del monumento e dei suoi interni

_Porte come punti di collegamento dell’anello di parchi urbani

MOSSA2_AGGANCI DELLA CINTA MAGISTRALE ALL’ACQUA

Nell’idea di percepire la Cinta Magistrale come un unico anello percor­ribile gli agganci al fiume Adige diventano elementi chiave per la lettura notturna dei capisaldi del sistema e saranno valorizzate con interventi d’illuminazione proiettata (flood-lighting).

 

MOSSA3_TAPPE DI UN ITINERARIO STORICO

Nel paesaggio notturno il PICM evidenzierà alcuni siti, scelti per la loro rilevanza e complessità nella stratificazione storica del sistema difen­sivo che verranno evidenziati con sistemi di illuminazione dedicati a farne emergere le specificità:

_le mura scaligere saranno illuminate con luce calda radente per farne emergere la texture dei corsi alterni di ciottolami di fiume e mattoni

_le mura veneziane in laterizio valorizzate con luce frontale am­brata

_le mura austriache in conci di tufo/pietra illuminate con luce bi­anca da loro interno per farne leggere in controluce il sistema di feritoie

MOSSA4_PERCEZIONE A DISTANZA DELLA CINTA MAGISTRALE

I principali elementi guida della percezione unitaria della Cinta Ma­gistrale sono:

_la sommità interna delle torri scaligere, nel tratto collinare della Cinta Magistrale, identificabili dal centro storico.

_la sequenza di emergenze architettoniche puntuali che danno la lettura del sistema fortificato dalle strade circolatorie nelle aree pianeggianti. Verrà dato rilievo anche alla continuità dei terrapieni/mura, dove visibili dal sistema infrastrutturale, mediante sistemi di illuminazione a bassa luminanza che possano emergere dalla cintura di buio perimetrale.

L’itinerario esterno mura, che sale verso la collina, rimarrà volutamente percepito come una pausa urbana notturna in cui la sensazione del buio può riportare al cittadino la memoria della storia.

 

MOSSA5_PERMEABILITA’ DELLE MURA: LA RIAPPROPRIAZIONE DEI PARCHI URBANI

Il parco del lungo-mura sarà illuminato con punti luce a valorizzazione dell’ambiente alberato e dei principali percorsi pedonali, con particolare attenzione alle situazioni di pregio e agli esemplari arborei monumentali esistenti. Tutta l’illuminazione del verde sarà contenuta sotto la linea massima del terrapieno per non interferire con la lettura esterna delle mura e valoriz­zando così gli spazi, che grazie al parapetto in terra della struttura difen­siva, rimangono protetti dal rumore e dalle viste (non sempre coerenti) esterno mura.

Tutte le sorgenti utilizzate sono di tipo LED, tecnologia che garantisce elevati indici di efficienza luminosa, bassa manutenzione, facilità di controllo, assieme ad elevati indici di resa cromatica.

I led vengono prodotti con diverse temperature di colore utili alle strategie di progetto. Hanno spettri a luce bianco calda (3000°K), bianco dorata (2800°K) e ambrata (2500°K) che si confrontano in modo omo­geneo con l’illuminazione esistente della città.

 

competition

2° classified

client

Comune di Verona

design team

R. Narboni, G. Traverso, P. Vighy
L.V. Bozzetto, F. Benati,
L. Angelini, E. Panza

 

notte e tempo

La luce, il mezzo attraverso il quale noi vediamo,
è elemento capace di effettuare una completa
trasformazione della percezione dello spazio
e in grado di stimolare una esperienza sensoriale
nuova ed emozionante.

notte e tempo

2012
vicenza

Notte e Tempo è un’installazione luminosa urbana, sviluppata con bassissimi livelli di illuminamento, che emergono dal buio fondale urbano, dove molti dei lampioni erano stati volutamente depotenziati.

Il progetto illuminotecnico è stato ragionato  come “copertina” luminosa dell’evento “Vicenza, Città dell’architettura n°0” sulla facciata di Palazzo Cordellina a Vicenza (21 e 30 settembre 2012).

L’installazione, commissionata dall’Assessorato alla cultura del Comune di Vicenza, è stata pensata per attirare l’attenzione di turisti e visitatori al ricco sistema di mostre legate ai temi dell’architettura all’interno del Palazzo.

Si tratta di uno spettacolo luminoso della durata di 4 minuti (a ripetizione) realizzato con luce proiettata da un complesso sistema di gobos su teste mobili e sagomatori LED (Coemar):  una narrazione raccontata sul fondale buio di via Riale, che reinterpreta gli aspetti compositivi della facciata di Palazzo Cordellina,   dando vita ai singoli elementi architettonici, quali colonne, finestre, mascheroni, metope e triglifi.

 

client

Comune di Vicenza
La città dell’architettura n°0

design team

G. Traverso, A. L. Friel
Andrea Cera (sound design)

photo credits

traverso-vighy

soprana 100

soprana 100

2010
vicenza

 

client

Gioielleria Soprana

design team

G. Traverso, G. Dalla Gassa

photo credits

traverso-vighy

urban nature skatepark

Progetto: Giovanni Traverso Collaboratori: E. Thunstrom, O. De Vries, A. Malmberg, O. Carlsson-Freden, A. Camilla, M. Jacob Ostlund, D. Kristoffer

nuova porta milano

nuova porta milano

2009
Vicenza

 

competition

 

client

traverso-vighy

design team

G. Traverso, P. Vighy
G. Dalla Gassa, V. Rossetto

photo credits

traverso-vighy

traverso-vighy at expa

traverso-vighy at expa

2009
palermo

 

client

EXPA

design team

G. Traverso, P. Vighy
G. Dalla Gassa, D. Giglio, V. Rossetto

photo credits

traverso-vighy

padiglione italiano shanghai

padiglione italiano shanghai

2008
shanghai

 

competition

 

client

traverso-vighy

design team

G. Traverso, P. Vighy
M. Vio, C. Cavalieri,
G. Dalla Gassa, V. Rossetto,
V. Perozzo, A. Gobbetti
F. Contin (video)
C. Zanarotti, P. Nichele (landscape)
G. Piccioli (structure)

photo credits

traverso-vighy

illy lighting

Progetto: Giovanni Traverso, Paola Vighy, Marina Vio Collaboratori: M. Lai, G. Piva, A. Cipriano, C. Person, A. Viviona

battistero padova lighting

battistero padova lighting

2006
padova

Gli affreschi del Battistero di Padova furono eseguiti tra il 1376 e il 1378 da Giusto de’ Menabuoi, sotto commissione di Fina Buzzaccarini, la moglie di Francesco il Vecchio di Carrara, che volle essere sepolta vicino a suo marito.

Comfort visivo, rispetto degli standard di conservazione dell’opera d’arte e valorizzazione dell’aspetto cromatico degli affreschi anche durante l’orario notturno riassumono l’idea progettuale, resa possibile dal nuovo sistema di luce artificiale integrato appositamente realizzato.

Gli apparecchi di illuminazione, posizionati nella base lignea che perimetra il ciclo di affreschi, seguono i cambiamenti di temperatura colore della luce naturale.

Il sistema di illuminazione è composto da sorgenti alogene (OsramIRC dicroiche) e Led a luce fredda (5500°K), questo per permettere la massima resa di colore e per coprire un ampio range di temperatura colore.

La combinazione fra le due sorgenti è stata studiata tramite accurate analisi spettrali che hanno reso possibile la simulazione e l’integrazione della luce naturale.

 

client

Diocesi di Padova

design team

G. Traverso, A. Rizzotto

photo credits

traverso-vighy

spidi day 06

spidi day 06

2005
porto marghera – vegapark

client

Spidi sport Srl

design team

G. Traverso, P. Vighy

photo credits

traverso-vighy

spidi day 05

spidi day 05

2004
villa piovene sarmego

client

Spidi sport Srl

design team

G. Traverso, P. Vighy

photo credits

traverso-vighy

steel&style event

steel&style event

2003
milano

client

Salvagnini Italia Spa
Salone del mobile 2003

design team

A.Cibic, G. Traverso, P. Vighy
M. Messina, C. Person

photo credits

traverso-vighy

cappella bacci frescoes

cappella bacci frescoes

2000
arezzo

La Cappella Maggiore della Basilica di San Francesco, affrescata da  Piero Della Francesca  nel corso del XV secolo,  è stata riaperta al pubblico dopo il restauro conservativo nell’aprile del 2000.

Il progetto doveva da un lato risolvere il delicato problema dell‘inserimento dei corpi illuminanti all’interno dello spazio affrescato, dall’altro riuscire a garantire un’illuminazione ottimale sia dal punto di vista dell’uniformità che da quello della conservazione.

Il progetto finale ha previsto la realizzazione di un elemento removibile posto a terra al centro dello spazio affrescato.  La progettazione è stata condotta dal punto di vista illuminotecnico selezionando le sorgenti luminose più adatte alla corretta percezione dei colori e verificando la geometria di illuminazione delle singole aree affrescate sia mediante sperimentazioni sul campo, sia con simulazioni con modelli in scala.

L’elemento illuminatore centrale, da cui partono 48 diversi fasci luminosi, è una sintesi degli aspetti tecnologici per l’orientamento, il raffreddamento e l’alimentazione delle sorgenti luminose e gli aspetti estetici e formali per il suo inserimento all’interno della Cappella.

L’elemento è costituito da una sottile piattaforma ovale, alloggio dei giunti cardanici per l’orientamento delle sorgenti, sospesa a circa due metri di altezza da quattro esili gambe sagomate.  All’interno delle gambe passano tutte le connessioni elettriche con la base dove trovano alloggio i gruppi di alimentazione e di controllo.

 

client

Enel Spa 

design team

G. Traverso, P. Vighy
G. Muñoz, M. Bizzaro, S. Valenti
TiFS Ingegneria Padova (artistic supervision)

photo credits

traverso-vighy

iuav daylight laboratories

iuav daylight laboratories

1999
venezia

LABORATORIO DI CIELO ARTIFICIALE

Il cielo artificiale consiste in una stanza dalle dimensioni indicative di 3x3x2,5 m., le cui pareti perimetrali sono interamente riflettenti, e il soffitto è una superficie omogenea di materiale diffondente retro illuminato. Ne risulta uno spazio  apparentemente infinito che simula una condizione di cielo coperto (overcast) a luminanza uniforme.

Al centro dello spazio si trova un piano di appoggio per il modello oggetto di studio e per gli strumenti scientifici di misura.

In tale laboratorio si possono assumere dati di tipo fotografico, e dati fotometrici sia di illuminamento, che di luminanza.

I dati relativi all’illuminamento all’interno dei modelli oggetto di studio vengono rilevati in modo adimensionale, utilizzando il fattore di luce diurna.

Tale fattore si definisce come il rapporto tra i dati di illuminamento misurati all’interno del modello e l’illuminamento misurato su di una superficie posta all’esterno in posizione orizzontale.  Da questo fattore si può poi ottenere l’illuminamento che può essere correlato al sito, al giorno dell’anno e all’ora mediante semplici modelli matematici.

I dati acquisiti in questo laboratorio, successivamente elaborati, mediante l’applicazione di diversi modelli matematici, possono essere rappresentativi non solo  di un cielo coperto di tipo overcast, ma anche di un cielo sereno.

LABORATORIO DI SOLE ARTIFICIALE

Il sole artificiale consiste in un grande riflettore parabolico, studiato per emettere raggi tra loro paralleli e capace di assumere in modo automatico diverse altezze solari. Tale riflettore illumina un piano girevole, dove viene posto il modello in scala oggetto di studio, capace di ruotare in modo automatico per assumere le diverse posizioni di azimut solare.

Tale apparecchiatura è posta in una stanza completamente nera, in modo da eliminare in modo pressoché totale la componente diffusa della luce.

Anche in tale laboratorio si possono assumere sia dati di tipo fotografico che dati fotometrici sia di illuminamento, che di luminanza.

I dati relativi all’illuminamento vengono rilevati in modo adimensionale, utilizzando una particolare grandezza fotometrica: il fattore di luce solare.

Tale fattore si definisce come il rapporto tra i dati di illuminamento misurati all’interno del modello e l’illuminamento misurato su di una superficie posta perpendicolarmente ai raggi  del sole artificiale.

Anche in questo caso semplici modelli matematici consentono di trasformare il fattore in valori di illuminamento in funzione della trasparenza dell’atmosfera del sito.

 

client

VEGA Parco Scientifico Tecnologico di Venezia

design team

G. Traverso, P. Vighy
Ufficio progettazione GE lighting

photo credits

traverso-vighy

necropoli vaticana

necropoli vaticana

1999
roma

Il criterio culturale che ha guidato il progetto è stato quello di far percorrere al visitatore una sorta di viaggio iniziatico che dall’ambiente urbano esterno lo conduca, attraverso gli spazi della Necropoli, sottolineati da percezioni luminose diverse, alla tomba di San Pietro, che simbolicamente costituisce il fulcro della omonima Basilica e della Cristianità.

Al termine di questo viaggio, che si snoda prevalentemente lungo quello che originariamente era un percorso a cielo aperto sottolineato dal progetto con luce radente e lunare, la tomba viene fatta presentire da una mutazione del colore e della direzione della luce e appare infine illuminata con un’illuminazione d’accento.

La delicatezza del tema da trattare investe il progetto illuminotecnico di forti valenze emozionali che, per l rigore del luogo, possono essere ottenute solo attraverso interventi misurati che utilizzino soprattutto le caratteristiche spettrali e le intensità delle sorgenti.

Le scelte fondamentali sono:

1. l’uso delle fibre ottiche per disaccoppiare gli elementi di produzione da quelli di proiezione della luce, in modo da semplificare le operazioni di manutenzione e risolvere i problemi di emissione termica nell’ambiente della Necropoli

2. l’uso di due tipologie di sorgenti degli illuminatori per le fibre ottiche: lampade a incandescenza e lampade a ioduri metallici, le prime utilizzate per illuminare con luce calda i Mausolei e gli spazi della tomba di San Pietro, le seconde per realizzare la luce più fredda di quelli che erano i percorsi a cielo aperto.

 

competition

2° classified

client

Enel Spa

design team

L. Fellin, G. Traverso, P. Vighy
M. Vio, M. Bizzarro, G. Muños, M. Lovato

photo credits

traverso-vighy

daylight analyses palazzo ragione

daylight analyses palazzo ragione

1998
padova

Lo studio realizzato sul Palazzo della Ragione di Padova si avvale di un metodo di studio della luce naturale con modelli in scala e laboratori di cielo e sole artificiale, che fa parte della fase di indagini conoscitive, commissionate dal Comune di Padova, per creare una base di informazioni utili sia alla conservazione degli straordinari affreschi interni, sia alla progettazione degli impianti di illuminazione artificiale.

L’analisi della luce naturale è stata condotta attraverso tre tipi di indagine:

1. Conoscenza della distribuzione dei livelli di illuminamento nelle condizioni stagionali limite di solstizio e di equinozio (mediante sperimentazione di laboratorio condotta su modelli in scala).

2. Verifica della quantità di radiazione ultravioletta (mediante rilievi condotti all’interno dell’edificio).

3. Individuazione di zone critiche di comfort visivo (mediante misure di laboratorio all’interno di modelli in scala).

I risultati ottenuti tramite la simulazione con modelli fisici sono stati poi ricondotti alle condizioni reali che si realizzano a Padova mediante applicazione di modelli analitici nelle due particolari condizioni atmosferiche estreme corrispondenti al cielo completamente coperto e al cielo completamente sereno.

Oltre ai rilievi effettuati sui modelli sono stati predisposti una serie di rilievi anche all’interno del salone vero e proprio, per verificare l’attendibilità dei valori ricavati dalle elaborazioni fatte in laboratorio e per ottenere informazioni particolari come il fattore di trasmissione luminosa delle vetrate.

 

client

Steam Srl

design team

G. Traverso, P. Vighy
M. Strada, M. Vio, G. Andreotti

photo credits

traverso-vighy

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