corte bertesina

Crediamo nell’impatto positivo
che un progetto può avere
nella rigenerazione
dell’ambiente circostante
sia naturale che urbano,
sociale ed economico.

corte bertesina

2017
Vicenza

Corte Bertesina è un progetto dove si intrecciano valori ambientali, sociali ed agricoli: un bosco di 8 ettari che racchiude al suo interno orti e seminativi, una fattoria sociale, un negozio con laboratorio di trasformazione, una struttura per l’ospitalità agrituristica, un centro visite per attività didattiche, residenze.

Il suo cantiere è stato una virtuosa esperienza condivisa tra committenti, progettisti ed aziende dove l’impiego di processi innovativi nella costruzione e rigenerazione edilizia ha permesso di raggiungere obiettivi di sostenibilità, economia di risorse e risparmio energetico.

Corte Bertesina si trova nella prima periferia di Vicenza a 3km da Piazza dei Signori ed è una tipica corte rurale veneta ottocentesca, collegata ad un fondo rustico di 17 ettari con coltivazioni certificate biologiche di ortaggi, cereali e foraggio, protette all’interno di un’ampia area piantumata nel 2001 con essenze arboree autoctone tipiche della pianura padana: un bosco di querce, carpini, olmi, aceri siepi medie e siepi trifilari, oggi area di rifugio e di nidificazione per la fauna selvatica.

Dal 2010 l’azienda agricola è anche fattoria sociale e offre opportunità di lavoro a ragazzi con sindrome di Down.

Obiettivo del progetto è stato quello di rigenerare e completare il nucleo edilizio esistente per sviluppare nuove relazioni funzionali: attività culturali e didattiche per la valorizzazione del paesaggio boschivo, attività di fattoria sociale tramite il coinvolgimento di giovani Down e la collaborazione con cooperative sociali locali, attività di trasformazione e vendita dei prodotti agricoli, residenze ed attività di ospitalità agrituristica.

Altro obiettivo del progetto è stato inoltre quello di inserirsi nel modo più leggero possibile nel contesto naturale e di assorbire da esso tutte le potenzialità visive, energetiche, e legate al benessere dei futuri utenti.

Il concetto di sostenibilità ha guidato l’intero progetto sul piano sociale, sul piano del benessere dei fruitori, sul piano della scelta dei materiali e delle tecniche costruttive, e sul piano dell’uso e della produzione dell’energia.

Lo spazio della corte storica è completato a sud da un lungo muro lineare in pietra locale, costruito con tecniche tradizionali, “filtro” tra le attività sociali che si svolgono attorno all’aia e quelle private delle nuove residenze.

Anche l’acqua, che dai doccioni della barchessa storica viene convogliata attraverso i canali di pietra a ridosso del muro, è elemento di filtro e separazione.

I nuovi volumi delle residenze si articolano in modo lineare: sono strutture leggere, agganciate al muro in sasso che appoggiano sul grande piano interrato, ragionato per alloggiare tutte le vetture dei residenti.

Il contatto visivo con il paesaggio esterno, l’orientamento solare e il controllo della ventilazione naturale sono gli elementi che determinano la soluzione progettuale.

La forma della copertura è stata definita per il controllo della luce naturale e per le sue potenzialità fotovoltaiche: 60 KW capaci di alimentare le attività agricole della Corte e la climatizzazione a pompa di calore di tutti i suoi edifici collegati ad un anello geotermico.

A sud –est un semplice volume con un rivestimento di tavole di larice irregolari completa la corte: è lo spazio del centro culturale, dedicato alla didattica e alla valorizzazione del paesaggio boschivo circostante.

La sua vetrata, proietta l’attenzione del visitatore verso il paesaggio esterno e verso la rete di passeggiate sviluppate all’interno dell’area boschiva.

All’interno delle barchesse e degli edifici storici si articolano invece gli alloggi dell’agriturismo, gli spazi di aggregazione della fattoria sociale, i laboratori di trasformazione e gli spazi per la vendita al pubblico dei prodotti agricoli.

Dal punto di vista costruttivo l’intervento è stato affrontato in modo innovativo con lo sviluppo di sistemi costruttivi leggeri e prefabbricati consentendo tempi di realizzazione limitati.

Il processo progettuale segue quello di un prodotto industriale e definisce diversi componenti costruttivi in legno, acciaio e pietra che vengono realizzati fuori opera da un sistema di aziende industriali ed artigianali presenti nel territorio, per poi essere assemblati a secco.

I materiali, lavorati con tecnologie a controllo numerico, sono tradizionali, scelti per poter essere facilmente assimilati alla natura circostante.

Il legno di larice, tradizionalmente usato per le sue caratteristiche di durabilità, è stato scelto come materiale principale per strutture (lamellare), per tamponamenti interni ed esterni, per serramenti e sistemi di controllo solare, per pavimentazioni e arredi interni.

Le tecniche di prefabbricazione leggera sono state estese anche alla ristrutturazione degli edifici storici legando così l’intervento ad un concetto di reversibilità e di rispetto del costruito esistente: nella grande barchessa ottocentesca sono state inserite delle cellule in Xlam completamente prefabbricate, unità abitative dell’attività agrituristica; le nuove cellule, appoggiate sui rinforzi metallici del piano terra, costituiscono la nuova ossatura portante e antisismica dell’edificio storico in laterizio.

Nell’edificio residenziale ad ovest (Casa Carli) è stata invece sperimentata una nuova tecnica strutturale: le vecchie facciate in laterizio sono state ancorate ogni 50 cm ad una superficie omogenea di pannelli in Xlam, a loro volta portati da portali in legno lamellare.

 

client

private

design team

G. Traverso, P. Vighy
L. Angelini, C. Baggio, C. Cavalieri, S. Dal Bianco, G. Dalla Gassa, G. M. d’Arco, A. Marzano

photo credits

Alessandra Chemollo

awards

Barbara Capocchin 8° International Biennial Architecture – Regional Price 2017_Honourable mention

 
links

www.casabellaweb.eu

art&caffeine

art&caffeine

2017
Milano

 

client

Faema Gruppo Cimbali

design team

G. Traverso, P. Vighy
C. Baggio, S. Dal Bianco

photo credits

traverso-vighy

vicenza light fest

vicenza light fest

2014
Vicenza

Vicenza Light Fest è un progetto sperimentale di illuminazione urbana, curato dallo studio traverso-vighy che ha coinvolto il centro storico della città palladiana tra il 6 dicembre 2013 e il 7 gennaio 2014.

Il progetto, nato dalla volontà dell’amministrazione comunale, è stato mirato alla valorizzare del patrimonio monumentale della città, delle sue vie d’acqua e dei suoi spazi urbani con finalità culturali e di richiamo turistico.

Il Concept progettuale è stato declinato su tre diversi livelli: infrastruttura, assi visivi e installazioni.

infrastruttura
Un’ alterazione del sistema di illuminazione pubblica ha caratterizzato i principali assi urbani e di collegamento; i lampioni storici con sorgenti al sodio sono stati filtrati da speciali pellicole che hanno permesso il controllo dell’abbagliamento e un sensibile abbassamento dei livelli di illuminazione, per far emergere gli interventi di lighting design programmati e le vetrine degli spazi commerciali, illuminate per le festività natalizie.

assi visivi
E’ stato dato particolare risalto alle torri, ai palazzi e alle porte di accesso alla città, elementi posti nei principali fuochi prospettici, superfici luminose verticali riconoscibili a distanza ed elementi guida del sistema di installazioni urbane.

installazioni
Il progetto è stato mirato alla riscoperta dei luoghi “invisibili”, spazi urbani di valore dimenticati e lontani dai normali flussi commerciali all’interno del centro storico.

La basilica palladiana, elemento centrale del sistema di assi visivi della città, è stata animata da un’installazione dinamica di luci e suoni (sviluppati da Andrea Cera di IRCAM), dove gli intradossi delle serliane e i gocciolatoi delle grandi cornici in pietra bianca, solitamente messi in ombra dalla luce naturale e dall’impianto di illuminazione artificiale del monumento, vengono riportati all’attenzione del visitatore.

La Basilica diviene elemento cardine degli assi che convergono al sistema di piazze perimetrali. A tal proposito anche il sottoportico centrale della basilica attraversato dal decumano è stato oggetto di un installazione luminosa sviluppata dal corso di lighting design di VIA, University of Florida e prodotta da Luce & light.

Altro obiettivo del progetto è stata la valorizzazione delle vie fluviali nei suoi punti di contatto con il centro storico. A tal proposito speciali installazioni luminose hanno dato risalto alla presenza dei Fiumi Bacchiglione e Retrone a Ponte San Paolo, Ponte San Michele e Ponte Pusterla, dove la presenza dell’acqua è stata segnalata attraverso i suoi riflessi sulle facciate dei palazzi del water front e attraverso la valorizzazione degli spazi verdi lungo fiume.

Le principali piazze di ingresso alla città murata sono state oggetto di particolari installazioni luminose, come l’illuminazione di Piazza e Porta Castello e l’illuminazione dei giardini di Piazza Matteotti e di Palazzo Chiericati. I sottoportici del palazzo sono stati valorizzati da un’illuminazione indiretta a luce bianca, mentre l’antistante giardino è illuminato da una sequenza di scheletriche colonne luminose, che si confrontano per proporzioni con quelle doriche del palazzo palladiano.

Il progetto riguarda infine Viale Milano, asse viario di collegamento alla stazione ferroviaria, una sequenza di sfere pressostatiche illuminano la verticalità dei palazzi degli anni ’60, luogo oggi di confronto multietnico e multiculturale.

 

client

Comune di Vicenza

design team

G. Traverso, P. Vighy
L. Angelini, G. Dalla Gassa, E. Panza

photo credits

Alessandra Chemollo  1-2-5-7-8-10-13
Dario Rigoni  9-11
Alberto Sinigaglia  3-4-6-12-14-15

vicenza light fest

picm verona

picm verona

2013

La proposta per il Piano dell’Illuminazione della Cinta Magistrale si basa su un processo di lettura e analisi dei diversi aspetti e delle potenzialità che caratterizzano l’ambito di progetto: al primario valore storico monumentale si aggiungono valenze territo­riali, urbanistiche, sociali, ambientali, naturalistiche e potenziali sviluppi di tipo turistico e didattico.

È importante sottolineare che un obiettivo strategico del piano è quello di pianificare interventi che restituiscano, per fasi, una visione unitaria del paesaggio notturno. Privilegiare quindi scenari notturni progressivi, costituiti da interventi anche puntuali, dedicati alla valorizzazione di tematiche diverse e complementari.

Il Piano proposto si basa sulla salvaguardia del buio come possibile metodo di controllo delle criticità esistenti (parcheggi, zone sportive, via­bilità perimetrali interno ed esterno mura), che potrebbero risultare di basso impatto visivo adottando sistemi di illuminazione rispettosi della fascia esterno mura a bassissima luminosità (dark-belt) come base di risalto dei futuri interventi di illuminazione.

Tali interventi sono stati organizzati in cinque “mosse” complemen­tari alla definizione del paesaggio notturno:

MOSSA1_ASSI VISIVI NELLA PERCEZIONE NOTTURNA

La cinta muraria diviene perimetro storico e riconoscibile a distanza ed elemento permeabile connesso visivamente, al centro storico di Verona.

_Porte come punti cardine degli assi prospettici in ingresso ed uscita dalla Città

_Continuità visiva delle porte rispetto alle mura del sistema fortifi­cato

_Valorizzazione del monumento e dei suoi interni

_Porte come punti di collegamento dell’anello di parchi urbani

MOSSA2_AGGANCI DELLA CINTA MAGISTRALE ALL’ACQUA

Nell’idea di percepire la Cinta Magistrale come un unico anello percor­ribile gli agganci al fiume Adige diventano elementi chiave per la lettura notturna dei capisaldi del sistema e saranno valorizzate con interventi d’illuminazione proiettata (flood-lighting).

 

MOSSA3_TAPPE DI UN ITINERARIO STORICO

Nel paesaggio notturno il PICM evidenzierà alcuni siti, scelti per la loro rilevanza e complessità nella stratificazione storica del sistema difen­sivo che verranno evidenziati con sistemi di illuminazione dedicati a farne emergere le specificità:

_le mura scaligere saranno illuminate con luce calda radente per farne emergere la texture dei corsi alterni di ciottolami di fiume e mattoni

_le mura veneziane in laterizio valorizzate con luce frontale am­brata

_le mura austriache in conci di tufo/pietra illuminate con luce bi­anca da loro interno per farne leggere in controluce il sistema di feritoie

MOSSA4_PERCEZIONE A DISTANZA DELLA CINTA MAGISTRALE

I principali elementi guida della percezione unitaria della Cinta Ma­gistrale sono:

_la sommità interna delle torri scaligere, nel tratto collinare della Cinta Magistrale, identificabili dal centro storico.

_la sequenza di emergenze architettoniche puntuali che danno la lettura del sistema fortificato dalle strade circolatorie nelle aree pianeggianti. Verrà dato rilievo anche alla continuità dei terrapieni/mura, dove visibili dal sistema infrastrutturale, mediante sistemi di illuminazione a bassa luminanza che possano emergere dalla cintura di buio perimetrale.

L’itinerario esterno mura, che sale verso la collina, rimarrà volutamente percepito come una pausa urbana notturna in cui la sensazione del buio può riportare al cittadino la memoria della storia.

 

MOSSA5_PERMEABILITA’ DELLE MURA: LA RIAPPROPRIAZIONE DEI PARCHI URBANI

Il parco del lungo-mura sarà illuminato con punti luce a valorizzazione dell’ambiente alberato e dei principali percorsi pedonali, con particolare attenzione alle situazioni di pregio e agli esemplari arborei monumentali esistenti. Tutta l’illuminazione del verde sarà contenuta sotto la linea massima del terrapieno per non interferire con la lettura esterna delle mura e valoriz­zando così gli spazi, che grazie al parapetto in terra della struttura difen­siva, rimangono protetti dal rumore e dalle viste (non sempre coerenti) esterno mura.

Tutte le sorgenti utilizzate sono di tipo LED, tecnologia che garantisce elevati indici di efficienza luminosa, bassa manutenzione, facilità di controllo, assieme ad elevati indici di resa cromatica.

I led vengono prodotti con diverse temperature di colore utili alle strategie di progetto. Hanno spettri a luce bianco calda (3000°K), bianco dorata (2800°K) e ambrata (2500°K) che si confrontano in modo omo­geneo con l’illuminazione esistente della città.

 

competition

2° classified

client

Comune di Verona

design team

R. Narboni, G. Traverso, P. Vighy
L.V. Bozzetto, F. Benati,
L. Angelini, E. Panza

 

tvzeb

Progetto: Giovanni Traverso, Paola Vighy Collaboratori: G. Dalla Gassa, E. Panza Fotografie: Alessandra Chemollo, Francesco Castagna

bosco retreat

bosco retreat

2012
veneto

 

client

private

design team

G. Traverso, P. Vighy
G. Dalla Gassa

photo credits

Alberto Sinigaglia
traverso-vighy

casa alberti

casa alberti

2012
Vicenza

 

 

client

traverso-vighy

design team

G. Traverso, P. Vighy
G. Dalla Gassa, E. Panza

photo credits

Alessandra Chemollo

salvagnini euroblech

salvagnini euroblech

2012
hannover

 

client

Salvagnini Italia Spa

design team

G. Traverso, P. Vighy
G. Dalla Gassa

photo credits

traverso-vighy

salvagnini headquarters

salvagnini headquarters

2012
sarego

 

client

Salvagnini Italia Spa

design team

G. Traverso, P. Vighy
G. Dalla Gassa

photo credits

Alessandra Chemollo

notte e tempo

La luce, il mezzo attraverso il quale noi vediamo,
è elemento capace di effettuare una completa
trasformazione della percezione dello spazio
e in grado di stimolare una esperienza sensoriale
nuova ed emozionante.

notte e tempo

2012
vicenza

Notte e Tempo è un’installazione luminosa urbana, sviluppata con bassissimi livelli di illuminamento, che emergono dal buio fondale urbano, dove molti dei lampioni erano stati volutamente depotenziati.

Il progetto illuminotecnico è stato ragionato  come “copertina” luminosa dell’evento “Vicenza, Città dell’architettura n°0” sulla facciata di Palazzo Cordellina a Vicenza (21 e 30 settembre 2012).

L’installazione, commissionata dall’Assessorato alla cultura del Comune di Vicenza, è stata pensata per attirare l’attenzione di turisti e visitatori al ricco sistema di mostre legate ai temi dell’architettura all’interno del Palazzo.

Si tratta di uno spettacolo luminoso della durata di 4 minuti (a ripetizione) realizzato con luce proiettata da un complesso sistema di gobos su teste mobili e sagomatori LED (Coemar):  una narrazione raccontata sul fondale buio di via Riale, che reinterpreta gli aspetti compositivi della facciata di Palazzo Cordellina,   dando vita ai singoli elementi architettonici, quali colonne, finestre, mascheroni, metope e triglifi.

 

client

Comune di Vicenza
La città dell’architettura n°0

design team

G. Traverso, A. L. Friel
Andrea Cera (sound design)

photo credits

traverso-vighy

ave maria

Progetto: Giovanni Traverso, Paola Vighy Collaboratori: G. Dalla Gassa, S. Iyer, E. Panza, V. Rossetto Fotografie: Diego Caldieraro, Alessandra Chemollo, Alberto Ferrero

casa ceschi

Progetto: Giovanni Traverso, Paola Vighy Collaboratori: G. Dalla Gassa, S. Iyer, E. Panza, V. Rossetto Fotografie: Alessandra Chemollo

soprana 100

soprana 100

2010
vicenza

 

client

Gioielleria Soprana

design team

G. Traverso, G. Dalla Gassa

photo credits

traverso-vighy

tv loft

tv loft

2009
vicenza

 

client

traverso-vighy

design team

G. Traverso, P. Vighy

photo credits

traverso-vighy

palermo airport retail

Progetto: Giovanni Traverso, Paola Vighy Collaboratori: N. Capellari, C. Cavalieri, G. Dalla Gassa, E. Muterle, V. Rossetto, M. Teran Parades Fotografie: Alberto Sinigaglia

urban nature skatepark

Progetto: Giovanni Traverso Collaboratori: E. Thunstrom, O. De Vries, A. Malmberg, O. Carlsson-Freden, A. Camilla, M. Jacob Ostlund, D. Kristoffer

nest 4 three

nest 4 three

2009
vicenza

 

client

private

design team

G. Traverso, P. Vighy
G. Dalla Gassa, E. Panza

photo credits

Alessandra Chemollo

nuova porta milano

nuova porta milano

2009
Vicenza

 

competition

 

client

traverso-vighy

design team

G. Traverso, P. Vighy
G. Dalla Gassa, V. Rossetto

photo credits

traverso-vighy

traverso-vighy at expa

traverso-vighy at expa

2009
palermo

 

client

EXPA

design team

G. Traverso, P. Vighy
G. Dalla Gassa, D. Giglio, V. Rossetto

photo credits

traverso-vighy

colombaia

colombaia

2008
lapio

 

client

private

design team

G. Traverso, P. Vighy
G. Dalla Gassa

photo credits

Alberto Sinigaglia
traverso-vighy

padiglione italiano shanghai

padiglione italiano shanghai

2008
shanghai

 

competition

 

client

traverso-vighy

design team

G. Traverso, P. Vighy
M. Vio, C. Cavalieri,
G. Dalla Gassa, V. Rossetto,
V. Perozzo, A. Gobbetti
F. Contin (video)
C. Zanarotti, P. Nichele (landscape)
G. Piccioli (structure)

photo credits

traverso-vighy

traverso-vighy workbox

traverso-vighy workbox

2008
palermo

Workbox è un ufficio temporaneo mobile montato sulla terrazza est dell’aeroporto di Palermo come base di lavoro per il cantiere.

Il piccolo ufficio è stato disegnato attorno al tavolo di lavoro, strettamente legato alla finestra panoramica che dà sul mare di fronte all’aeroporto.

La struttura prefabbricata di tavole in legno di abete permette un montaggio/smontaggio molto rapido.

 

client

Linea Aeroportuale Sole

design team

G. Traverso, P. Vighy
N. Capellari, C. Cavalieri,
G. Dalla Gassa, E. Muterle,
V. Rossetto, M. Teran Parades

photo credits

traverso-vighy

manfrotto that’s design

manfrotto that's design

2008
milano

 

client

Vitec Group
Salone del mobile 2008

design team

G. Traverso, P. Vighy
G. Dalla Gassa

photo credits

traverso-vighy

casa carli-lercher

casa carli-lercher

2007
vicenza

 

client

private

design team

G. Traverso, P. Vighy
G. Dalla Gassa, E. F. Stella

photo credits

Claudio Navone
Sabine Lercher

venice airport retail

venice airport retail

2007
venezia

 

client

Linea Aeroportuale Sole

design team

G. Traverso, P. Vighy
C. Cavalieri, G. Dalla Gassa, V. Rossetto

photo credits

traverso-vighy

caselli autovie venete

caselli autovie venete

2007
veneto

Il progetto si pone in modo rispettoso e integrato rispetto al territorio nel quale viene inserito.

Si è posta particolare attenzione sia agli aspetti paesaggistici che al controllo degli elementi inquinanti quali particolato  e rumore.

Le nuove stazioni di esazione si inseriscono nel territorio in modo discreto e continuo, utilizzando gli stessi elementi di paesaggio.

Le dune di terra e i filari di pioppi cipressini richiamano alla mente gli argini dei fiumi, le dune costiere e i filari alberati, elementi caratteristici del paesaggio lungo il percorso da Venezia a Trieste.

Le dune di terra caratterizzanti il progetto mitigano inoltre i rumori, proteggendo l’integrità del territorio circostante e permettono la raccolta, in un unico bacino, delle acque che poi potranno essere depurate dal particolato e utilizzate per l’irrigazione del verde.

Le dune sono rivestite con Vetiver  e Cortaderia Richardii , piante scelte per la  caratteristica di essere a manutenzione bassissima e quindi di presentare un notevole risparmio economico  e di risorse (ad esempio l’acqua) nel tempo.

All’interno delle dune sono stati  integrati il fabbricato impianti e  il fabbricato di stazione sia per la loro integrazione paesaggistica, sia per il contenimento delle dispersioni termiche.

 

competition

3° classified

client

traverso-vighy

design team

G. Traverso, P. Vighy
M. Vio, A. Rizzotto, E. Stella

photo credits

traverso-vighy

illy lighting

Progetto: Giovanni Traverso, Paola Vighy, Marina Vio Collaboratori: M. Lai, G. Piva, A. Cipriano, C. Person, A. Viviona

spidi showroom

Progetto: Giovanni Traverso, Paola Vighy Collaboratori: A. Rizzotto, J. Taylor, E. A. Stella Fotografie: Ziliotto, traverso-vighy

disegno luce out

disegno luce out

2006

Tutti i prodotti OUT utilizzano specifici moduli luminosi LED 3-5x1W.

Ciascun modulo è orientabile ±180° e il fascio di emissione  può essere variato tra 20° e 40°

Materiali: acciaio inox spazzolato e alluminio RAL 9003

Grado di protezione IP: 54

 

client

DisegnoLuce

design team

G. Traverso, P. Vighy

photo credits

traverso-vighy

battistero padova lighting

battistero padova lighting

2006
padova

Gli affreschi del Battistero di Padova furono eseguiti tra il 1376 e il 1378 da Giusto de’ Menabuoi, sotto commissione di Fina Buzzaccarini, la moglie di Francesco il Vecchio di Carrara, che volle essere sepolta vicino a suo marito.

Comfort visivo, rispetto degli standard di conservazione dell’opera d’arte e valorizzazione dell’aspetto cromatico degli affreschi anche durante l’orario notturno riassumono l’idea progettuale, resa possibile dal nuovo sistema di luce artificiale integrato appositamente realizzato.

Gli apparecchi di illuminazione, posizionati nella base lignea che perimetra il ciclo di affreschi, seguono i cambiamenti di temperatura colore della luce naturale.

Il sistema di illuminazione è composto da sorgenti alogene (OsramIRC dicroiche) e Led a luce fredda (5500°K), questo per permettere la massima resa di colore e per coprire un ampio range di temperatura colore.

La combinazione fra le due sorgenti è stata studiata tramite accurate analisi spettrali che hanno reso possibile la simulazione e l’integrazione della luce naturale.

 

client

Diocesi di Padova

design team

G. Traverso, A. Rizzotto

photo credits

traverso-vighy

torcia freeled

torcia freeled

2006

client

Fanton Spa

design team

G. Traverso, J. Zanotto

photo credits

traverso-vighy

spidi dummies

spidi dummies

2005

client

Spidi sport Srl

design team

G. Traverso, P. Vighy

photo credits

traverso-vighy

cucchiaio

cucchiaio

2005

Cucchiaio è una libreria bifacciale modulare composta da montanti verticali a sezione ellittica in alluminio satinato anodizzato ed elementi orizzontali in legno multistrato di betulla o okumè scavati e sagomati.

La connessione tra elementi verticali ed orizzontali è risolta per mezzo di innesti di supporto in acciaio satinato anodizzato.

La libreria viene ancorata a soffitto e a pavimento tramite elementi di fissaggio in alluminio tornito.

 

client

Nero3 Srl

design team

G. Traverso, P. Vighy
C. Person, J. Zanotto

photo credits

Gianni Sabbadin

spidi day 06

spidi day 06

2005
porto marghera – vegapark

client

Spidi sport Srl

design team

G. Traverso, P. Vighy

photo credits

traverso-vighy

muvrino

muvrino

2005

Il sistema di tavoli progettato per Nero3 ha un’elevata qualità formale e grazie all’impiego di raffinate tecniche costruttive, consente un uso limitato di risorse (leghe leggere e multistrati di legni pregiati).

La forma è ispirata alla natura (i ciottoli della spiaggia di Galeria-Corsica).

Il piano è un guscio realizzato attraverso la sovrapposizione di vari fogli sagomati di multistrato di okumè o betulla, sorretti da gambe di forma conica in fusione di alluminio. I nodi strutturali sono risolti con giunti sferici in gomma.

 

client

Nero3 Srl

design team

G. Traverso, P. Vighy
C. Person, J. Zanotto

photo credits

Gianni Sabbadin

casa a porta lupia

casa a porta lupia

2004
vicenza

client

private

design team

G. Traverso, P. Vighy
G. Muñoz, C. Person

photo credits

traverso-vighy

spidi day 05

spidi day 05

2004
villa piovene sarmego

client

Spidi sport Srl

design team

G. Traverso, P. Vighy

photo credits

traverso-vighy

casa marcoaldi

casa marcoaldi

2004
lapio

client

private

design team

G. Traverso, P. Vighy
G. Dalla Gassa

photo credits

Alberto Sinigaglia

steel&style event

steel&style event

2003
milano

client

Salvagnini Italia Spa
Salone del mobile 2003

design team

A.Cibic, G. Traverso, P. Vighy
M. Messina, C. Person

photo credits

traverso-vighy

spidi warehouse

spidi warehouse

2003
meledo

client

Spidi sport Srl

design team

G. Traverso, P. Vighy
F. Ceretta, G. Muñoz, C. Person

photo credits

traverso-vighy

movy

movy

2003
vicenza

client

Movy

design team

G. Traverso, P. Vighy
C. Person

photo credits

traverso-vighy

travelling salvagnini pavilion

travelling salvagnini pavilion

2002

Ogni anno Salvagnini svolge la sua attività commerciale attraverso numerose fiere in Asia, Europa, America e attraverso open house nelle diverse showroom delle sedi estere.

L’obiettivo del progetto è la costruzione di un padiglione multipiano itinerante modulare, che sia espressione dei sistemi produttivi Salvagnini.

Il padiglione si compone quindi di moduli (3×3 m), ad uso bar e ufficio, che possono essere disposti orizzontalmente o su doppio livello, per adattarsi alle diverse esigenze espositive.

La  struttura portante del modulo è stata pensata per essere interamente realizzata con i macchinari prodotti da  Salvagnini: travi e colonne sono in lamiera da 3 mm, punzonata e piegata, i giunti sono invece costituiti da piastre tagliate al laser in acciaio da 15 mm.

Le tamponature sono realizzate con materiali ultraleggeri per facilitare il montaggio e garantire un adeguato isolamento acustico: alluminio e policarbonato alveolare.

Nel corso del 2002 questa struttura è stata montata nelle fiere di Bari, Bologna, Milano, Parigi, Lione, Sinsheim, Hannover, Stoccolma, Birmingham, Chicago.

 

client

Salvagnini Italia Spa

design team

G. Traverso, P. Vighy
F. Ceretta, C. Person
K. Haselrieder

photo credits

traverso-vighy

spidi logistics

spidi logistics

2002
lonigo

client

Spidi sport Srl

design team

G. Traverso, P. Vighy
C. Person

photo credits

traverso-vighy

spidi day 02-03

spidi day 02-03

2001
villa piovene orgiano

client

Spidi sport Srl

design team

G. Traverso, P. Vighy

photo credits

traverso-vighy

church living

church living

2001
arcugnano

client

private

design team

G. Traverso, P. Vighy
L. Scalari, G. Muñoz

photo credits

traverso-vighy

cappella bacci frescoes

cappella bacci frescoes

2000
arezzo

La Cappella Maggiore della Basilica di San Francesco, affrescata da  Piero Della Francesca  nel corso del XV secolo,  è stata riaperta al pubblico dopo il restauro conservativo nell’aprile del 2000.

Il progetto doveva da un lato risolvere il delicato problema dell‘inserimento dei corpi illuminanti all’interno dello spazio affrescato, dall’altro riuscire a garantire un’illuminazione ottimale sia dal punto di vista dell’uniformità che da quello della conservazione.

Il progetto finale ha previsto la realizzazione di un elemento removibile posto a terra al centro dello spazio affrescato.  La progettazione è stata condotta dal punto di vista illuminotecnico selezionando le sorgenti luminose più adatte alla corretta percezione dei colori e verificando la geometria di illuminazione delle singole aree affrescate sia mediante sperimentazioni sul campo, sia con simulazioni con modelli in scala.

L’elemento illuminatore centrale, da cui partono 48 diversi fasci luminosi, è una sintesi degli aspetti tecnologici per l’orientamento, il raffreddamento e l’alimentazione delle sorgenti luminose e gli aspetti estetici e formali per il suo inserimento all’interno della Cappella.

L’elemento è costituito da una sottile piattaforma ovale, alloggio dei giunti cardanici per l’orientamento delle sorgenti, sospesa a circa due metri di altezza da quattro esili gambe sagomate.  All’interno delle gambe passano tutte le connessioni elettriche con la base dove trovano alloggio i gruppi di alimentazione e di controllo.

 

client

Enel Spa 

design team

G. Traverso, P. Vighy
G. Muñoz, M. Bizzaro, S. Valenti
TiFS Ingegneria Padova (artistic supervision)

photo credits

traverso-vighy

iuav daylight laboratories

iuav daylight laboratories

1999
venezia

LABORATORIO DI CIELO ARTIFICIALE

Il cielo artificiale consiste in una stanza dalle dimensioni indicative di 3x3x2,5 m., le cui pareti perimetrali sono interamente riflettenti, e il soffitto è una superficie omogenea di materiale diffondente retro illuminato. Ne risulta uno spazio  apparentemente infinito che simula una condizione di cielo coperto (overcast) a luminanza uniforme.

Al centro dello spazio si trova un piano di appoggio per il modello oggetto di studio e per gli strumenti scientifici di misura.

In tale laboratorio si possono assumere dati di tipo fotografico, e dati fotometrici sia di illuminamento, che di luminanza.

I dati relativi all’illuminamento all’interno dei modelli oggetto di studio vengono rilevati in modo adimensionale, utilizzando il fattore di luce diurna.

Tale fattore si definisce come il rapporto tra i dati di illuminamento misurati all’interno del modello e l’illuminamento misurato su di una superficie posta all’esterno in posizione orizzontale.  Da questo fattore si può poi ottenere l’illuminamento che può essere correlato al sito, al giorno dell’anno e all’ora mediante semplici modelli matematici.

I dati acquisiti in questo laboratorio, successivamente elaborati, mediante l’applicazione di diversi modelli matematici, possono essere rappresentativi non solo  di un cielo coperto di tipo overcast, ma anche di un cielo sereno.

LABORATORIO DI SOLE ARTIFICIALE

Il sole artificiale consiste in un grande riflettore parabolico, studiato per emettere raggi tra loro paralleli e capace di assumere in modo automatico diverse altezze solari. Tale riflettore illumina un piano girevole, dove viene posto il modello in scala oggetto di studio, capace di ruotare in modo automatico per assumere le diverse posizioni di azimut solare.

Tale apparecchiatura è posta in una stanza completamente nera, in modo da eliminare in modo pressoché totale la componente diffusa della luce.

Anche in tale laboratorio si possono assumere sia dati di tipo fotografico che dati fotometrici sia di illuminamento, che di luminanza.

I dati relativi all’illuminamento vengono rilevati in modo adimensionale, utilizzando una particolare grandezza fotometrica: il fattore di luce solare.

Tale fattore si definisce come il rapporto tra i dati di illuminamento misurati all’interno del modello e l’illuminamento misurato su di una superficie posta perpendicolarmente ai raggi  del sole artificiale.

Anche in questo caso semplici modelli matematici consentono di trasformare il fattore in valori di illuminamento in funzione della trasparenza dell’atmosfera del sito.

 

client

VEGA Parco Scientifico Tecnologico di Venezia

design team

G. Traverso, P. Vighy
Ufficio progettazione GE lighting

photo credits

traverso-vighy

necropoli vaticana

necropoli vaticana

1999
roma

Il criterio culturale che ha guidato il progetto è stato quello di far percorrere al visitatore una sorta di viaggio iniziatico che dall’ambiente urbano esterno lo conduca, attraverso gli spazi della Necropoli, sottolineati da percezioni luminose diverse, alla tomba di San Pietro, che simbolicamente costituisce il fulcro della omonima Basilica e della Cristianità.

Al termine di questo viaggio, che si snoda prevalentemente lungo quello che originariamente era un percorso a cielo aperto sottolineato dal progetto con luce radente e lunare, la tomba viene fatta presentire da una mutazione del colore e della direzione della luce e appare infine illuminata con un’illuminazione d’accento.

La delicatezza del tema da trattare investe il progetto illuminotecnico di forti valenze emozionali che, per l rigore del luogo, possono essere ottenute solo attraverso interventi misurati che utilizzino soprattutto le caratteristiche spettrali e le intensità delle sorgenti.

Le scelte fondamentali sono:

1. l’uso delle fibre ottiche per disaccoppiare gli elementi di produzione da quelli di proiezione della luce, in modo da semplificare le operazioni di manutenzione e risolvere i problemi di emissione termica nell’ambiente della Necropoli

2. l’uso di due tipologie di sorgenti degli illuminatori per le fibre ottiche: lampade a incandescenza e lampade a ioduri metallici, le prime utilizzate per illuminare con luce calda i Mausolei e gli spazi della tomba di San Pietro, le seconde per realizzare la luce più fredda di quelli che erano i percorsi a cielo aperto.

 

competition

2° classified

client

Enel Spa

design team

L. Fellin, G. Traverso, P. Vighy
M. Vio, M. Bizzarro, G. Muños, M. Lovato

photo credits

traverso-vighy

umbrella stand

umbrella stand

1999
milano

Il progetto di questo stand è stato sviluppato ricercando  un sistema fieristico con bassi costi di montaggio e immagazzinamento, ma con elevata qualità formale.

A questo scopo è stato studiato un sistema di strutture modulari,  assemblabili in modo semplice  e immagazzinabili in uno spazio estremamente ridotto.

Il modulo base è costituito da una struttura in multistrato di pioppo sagomato con snodo centrale in metallo,  che facilita le operazioni di montaggio.

Lo  spazio interno viene controllato e modulato con l’utilizzo di  pannelli divisori  in pvc semi-trasparente stampati e con un sistema di illuminazione integrato.

Le chiusure perimetrali sono costituite da una “pelle” in rete di pvc e sono intercambiabili per permettere di rinnovare con facilità  e a costi contenuti  la percezione esterna dello spazio espositivo.

La facilità di montaggio e la riduzione degli spazi di immagazzinamento sono il principio secondo cui sono stati progettati anche tutti gli arredi interni.

 

client

Pegaso Srl

design team

G. Traverso, P. Vighy
G.Muñoz, S. Fries

photo credits

traverso-vighy

daylight analyses palazzo ragione

daylight analyses palazzo ragione

1998
padova

Lo studio realizzato sul Palazzo della Ragione di Padova si avvale di un metodo di studio della luce naturale con modelli in scala e laboratori di cielo e sole artificiale, che fa parte della fase di indagini conoscitive, commissionate dal Comune di Padova, per creare una base di informazioni utili sia alla conservazione degli straordinari affreschi interni, sia alla progettazione degli impianti di illuminazione artificiale.

L’analisi della luce naturale è stata condotta attraverso tre tipi di indagine:

1. Conoscenza della distribuzione dei livelli di illuminamento nelle condizioni stagionali limite di solstizio e di equinozio (mediante sperimentazione di laboratorio condotta su modelli in scala).

2. Verifica della quantità di radiazione ultravioletta (mediante rilievi condotti all’interno dell’edificio).

3. Individuazione di zone critiche di comfort visivo (mediante misure di laboratorio all’interno di modelli in scala).

I risultati ottenuti tramite la simulazione con modelli fisici sono stati poi ricondotti alle condizioni reali che si realizzano a Padova mediante applicazione di modelli analitici nelle due particolari condizioni atmosferiche estreme corrispondenti al cielo completamente coperto e al cielo completamente sereno.

Oltre ai rilievi effettuati sui modelli sono stati predisposti una serie di rilievi anche all’interno del salone vero e proprio, per verificare l’attendibilità dei valori ricavati dalle elaborazioni fatte in laboratorio e per ottenere informazioni particolari come il fattore di trasmissione luminosa delle vetrate.

 

client

Steam Srl

design team

G. Traverso, P. Vighy
M. Strada, M. Vio, G. Andreotti

photo credits

traverso-vighy

folotec office block

folotec office block

1998
vicenza

Profili Italia è un azienda che  progetta e produce profili tecnici  per edilizia ed arredamento.

Il progetto è relativo al completamento delle aree esterne della nuova sede e alla realizzazione interna degli uffici.

Le aree esterne sono state organizzate con percorsi pavimentati che collegano visivamente gli elementi verticali di sostegno dei due portoni di ingresso.  Lungo tale asse di collegamento si articolano gli ingressi pedonali bordati da vasche d’acqua, gli spazi verdi dei parcheggi e un piccolo bosco artificiale che divide dalla strada principale.

Gli uffici interni sono invece organizzati su tre livelli e guardano attraverso la grande facciata continua in vetro il giardino esterno.

Il tema del progetto è stato quello di far penetrare la luce naturale, proveniente dalla facciata, in profondità nell’edificio, fino ai corridoi che collegano gli uffici.   A tal proposito è stato progettato un apposito sistema di arredi in acciaio e vetro, in cui grandi divisori  di vetro sabbiato extrachiaro dividono ed articolano lo spazio di lavoro e diffondono la luce proveniente dalla vetrata.

 

client

Profili Italia

design team

G. Traverso, P. Vighy
G. Muñoz, E. G. Kleres

photo credits

traverso-vighy

collapsible building

collapsible building

1997
vicenza

La società Vicenza Calcio ci ha incaricato per la progettazione dell’edificio con due precise esigenze:  che i tempi di realizzazione fossero molto ridotti (tre mesi dal  conferimento dell’incarico all’apertura del negozio) e  che l’edificio potesse trovare una nuova collocazione nel caso l’amministrazione comunale avesse intrapreso i lavori di ristrutturazione dello stadio.

È stata quindi proposta una struttura in acciaio e legno lamellare completamente smontabile, avvitata  ad una platea in cemento armato  a perdere.

L’edificio, collocato appena all’interno del muro di cinta dello stadio, è ricavato in un piccolo lotto tra volumi edilizi preesistenti e copre un’area di appena 60mq.

La struttura del fabbricato ha uno sviluppo modulare su una pianta allungata di 13,2 m di lunghezza.  Le due facciate di ingresso sono completamente vetrate ed il serramento in acciaio è incassato nel pavimento per sottolineare l’idea di una continuità tra lo spazio interno e l’ambiente esterno.

Le pannellature esterne e la copertura in pannelli sandwich sono stati utilizzati nel senso orizzontale e prodotte della lunghezza dell’edificio con sistemi di ancoraggio che ne permettono il completo smontaggio.

 

client

Vicenza Calcio s.p.a.

design team

G. Traverso, P. Vighy
E. G. Kleres, G. Muñoz, G. Andreotti

photo credits

traverso-vighy

centro ottico berico

centro ottico berico

1997
vicenza

Il negozio si trova nella periferia di Vicenza, su una importante via di collegamento con il centro urbano.

L’obiettivo del progetto era di creare un punto di riferimento per la vendita di occhiali e materiale fotografico.

Il negozio è stato pensato come uno spazio aperto ed informale, in cui sono stati curati tutti i dettagli espositivi e relativi al comfort del cliente, con particolare attenzione al sistema di illuminazione.

L’intero arredamento, le pareti divisorie e il controsoffitto carenato sono stati tutti realizzati  utilizzando un unico materiale, il multistrato di pioppo, che ha permesso di conferire all’ambiente un’immagine sobria ed elegante, pur mantenendo bassi i costi di realizzazione.

 

client

Centro Ottico Berico

design team

G. Traverso, P. Vighy
T. Pretto

photo credits

traverso-vighy

pendoleria in basilica palladiana

pendoleria in basilica palladiana

1996
vicenza

Il progetto di recupero ha cambiato la logica di utilizzo  degli ambienti della vecchia bottega n.38 sotto la volta principale della Basilica Palladiana.

La demolizione di parte del solaio, che divideva il negozio  del piano terra dai magazzini del mezzanino, ha permesso infatti  di mettere in luce la grande volta in laterizio di origine medievale e di estendere, grazie all’inserimento della nuova scala, la superficie commerciale anche al secondo livello.

La nuova scala è elemento principale, ma, nonostante la sua dimensione, non interferisce con la lettura delle antiche murature che le fanno da sfondo e con le porte in legno armato ritrovate durante i lavori di restauro.

È una struttura metallica leggera e fisicamente indipendente dalle preesistenze, la cui ossatura è costituita da un esile profilo scatolare su cui appoggiano i numerosi gradini di sottile lamiera piegata.  Anche per gli elementi di allestimento è stato mantenuto un atteggiamento analogo, rendendoli riconoscibili e indipendenti mediante un uso volutamente limitato di materiali e colori: l’acciaio trattato con vernice ferromicacea per tutte le strutture, la pietra di Vicenza per i piani delle vetrine e il vetro acidaro per i piani orizzontali dell’esposizione.

 

client

Gioielleria Soprana

design team

G. Traverso, P. Vighy
M. Lovato, D. Farnetani

photo credits

Lorenzo Brasco

Share:
Profiles: